Don Luigi Bosio
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Omelie

 

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Celebrazione Eucaristica della I Domenica di Quaresima (24.2.1985)

«Ad intellegendum Christi arcanum». L'ho appena cantato nell'orazione propria della Santa Messa. «Che possiamo comprendere l'arcano di Cristo, in questo sacramento quaresimale». La Madre Santa, la Chiesa: se mi stringo a lei, al suo seno, sento stillare la pietà del Padre, l'unzione e il balsamo dello Spirito, il sangue della Vittima innocentissima. Basta che, come un bimbo innocente, io prema appena sul suo seno materno.

Esercizio quaresimale, lotta quaresimale, osservanza quaresimale, penitenza quaresimale, sacramento quaresimale.
Sono al sicuro, non ho nulla da temere. Vi sono le fiere e ci sono gli Angeli, come Gesù nel deserto. Sono all'ombra delle sue spalle. Entra in azione il grido di guerra, il Salmo 90: «Scapulis suis obumbravit tibi et sub pennis eius sperabis». Ti protegge con l'ombra delle sue spalle, «Scapulis suis, et sub pennis eius sperabis», e sei pieno di speranza, di fiducia e di pace, sotto le sue penne. Ombra e penne.

Vedo un ponte aureo, solidissimo (lo vedete anche voi) la prima dal Libro dell'Esodo, un arco gettato oltre le nubi del cielo. Veramente non parte da una base di appoggio terreno: parte dal cielo. «Ponam in nubibus arcum meum». L'arcobaleno, dopo il diluvio: ponte aureo.
Rivolgo anche, con un palpito della vostra tenerezza, un saluto alla Vergine Beatissima Maria, l'arcobaleno di pace della Chiesa.

Siamo in cammino. C'è una parete davanti, scoscesa. Strapiombi di rocce. La vedo un po' lontana. Mi fa paura. La parete durissima della Quaresima. Il coraggio che mi è stato dato è questo: china il capo, lo sai che sei polvere e ritornerai in polvere? Forse un pizzico di quella polvere che si è staccata dalla altissima roccia, montagna. E' leggerissima, anche se è un pizzico, ma pesa molto. O, se vi piace: pesa molto, ma è leggerissima.

Cammino e mi trovo già davanti alla parete. Che farò? Comincio a salire. Più mi sono avvicinato e più mi invitava, con dolcezza e tenerezza. Si tratta di una pietra viva: Christus. «Sali!». Salgo. Pianto i miei chiodi nella roccia, o nelle piaghe del Divino Crocifisso e salgo. E mi accorgo che, salendo, la salita diventa sempre più lieve, sempre più gioiosa. Mi accorgo che Lui, mentre salgo, mi ha tolto tutto l'equipaggiamento. Lo porta Lui. Sono sulla cima. Cado sfinito, ma sono sulla cima.

E' buono cadere, quando chi è caduto si risolleva, lasciando il peccato a terra. E' buono cadere, una o mille volte, purché risollevandoci lasciamo a terra il peccato. Lo sai, o Signore, che hai un diritto verso di me? No: mille, tutti i diritti! Te li riconosco. Ma un diritto umilissimo lo devi riconoscere Tu a me. Quale? Tu non saresti così misericordioso se io non fossi così misero. Ti ho donato la gioia di cadere pentito, convertito tra le tue braccia: mi devi dunque essere riconoscente.