Don Luigi Bosio
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Omelia del 15.08.1985

 

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Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (15.8.1985)

Ci fosse un Angelo che viene ad aprirmi il libro sigillato sette volte! Sette sigilli. Degli Angeli ce ne sono tanti che formano un coro immenso, con noi, nella Celebrazione di questa Eucaristia. Ci fosse un Angelo che viene ad aprirmi il libro! O il cuore più semplice, presente in questa santa assemblea. Forse anche il cuore di un bambino, il bambino più piccolo qui presente, che si avvicini a questo altare della Parola del Verbo e mi apra lui il libro.

C'è Lei, Maria. «Salve, o porta. Ex qua mundo Lux est orta». Salutiamo Maria, la porta, la porta speciosa, bellissima, dalla quale è venuta a noi la Luce. Ci apre Lei ed entriamo nel mistero di questa Celebrazione, perché siamo nella Celebrazione di un mistero. Per questo entriamo nel mistero della Celebrazione. O nel sacramento di questa liberazione, di questa liberazione. Il sacramento ci libera da tutti i sensi, le cose sensibili e ci introduce, ci immette dentro nel mistero. Per questo ho detto: il sacramento di questa liberazione.

Il libro che desideravo che si aprisse è il Libro Sacro. E tra tutti i Libri che compongono questo Libro per eccellenza, ce n'è uno che è forse il più piccolo di tutti. Invece di sette sigilli ne ha otto: otto sigilli, perché il Cantico dei Cantici consta di otto capitoli. E ogni capitolo ha un sigillo gelosissimo. Ci apriranno, poi, questo Libro il canto, la follia dell'amore divino. O la follia divina dell'amore.

Il Cantico dei Cantici. Ecco, si apre. Alla fine quasi del capitolo VIII: «Quae est ista quae ascendit de deserto deliciis affluens, innixa super Dilectum suum?». Un versetto del capitolo VIII. Chi è costei, che sale al cielo dal deserto, come un'aurora, «deliciis affluens», in un mare di delizie, di bellezza, «innixa super Dilectum suum». Innixa, appoggiata. O meglio: abbandonata. O meglio: perduta fra le braccia del suo Diletto. Non rispondete chi è? A gran coro! E' Maria! Avete risposto tutti a gran coro, a gran voce. E' Maria!

Ritorno a un versetto del II capitolo del Cantico: «Laeva eius sub capite meo, et dextera illius amplexabitur me». E' Lei che parla e dice a Lui, all'Amato, allo Sposo, al Figlio Divino: «La sua sinistra circonda il mio collo, accarezza i miei capelli, i miei riccioli, e poi con la destra mi avvolge tutta e mi stringe nell'amplesso». «Laeva eius sub capite meo, et dextera illius amplexabitur me». Brevissimo tocco di San Bernardo a commento, che dice: «Dei et deifica visio». Cos'è che vediamo? «Visio Dei et deifica visio». La visione di Dio è una visione deificante, che ci divinizza tutti e ci dà la grazia di essere rapiti in questa estasi, in questa visione.

Che diciamo alla Beatissima Vergine Maria? Ci buttiamo nelle sue braccia. Circonderà il nostro collo, ci stringerà al suo Cuore Immacolato, ci getterà nelle braccia del suo Figlio. Insieme ci porteranno nelle braccia del Padre. Ci basta, Maria, una tua carezza sulla nostra fronte e una stretta a gran cuore, il tuo Cuore Immacolato che brucia di ardentissimo amore.

Vedete? Vedete? E' la nostra assunzione al Cielo! Noi siamo tutti assunti con Lei in cielo. E la nostra vita è già beata!