Don Luigi Bosio
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Omelia del 15.08.1989

 

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Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (15.8.1989)

«Ad superna semper intenti», con gli occhi aperti alle cose superne ed eterne. «Ad videndum lumen deificum», il Verbo nel seno del Padre, Luce da Luce. «Ad videndum lumen deificatum», la Vergine Maria Assunta in cielo, Luce da Luce. Con gli occhi fissi alla Stella del mattino eterno. Alla Stella del mattino paterno: Gesù. E all'altra  Stella del mattino materno: Maria, cioè alla Stella del mare di grazia che è Maria.

Abbiamo ascoltato la Divina Parola, scritta dalla sapienza dell'Apostolo e proclamata dalla voce trepidante e innocente di un fanciullo. La ascoltiamo, in traduzione mariana e tradizione  di pura fede, in versione d'amore e in conversione sacramentale di grazia.

Ora, dunque, Maria Assunta in cielo è la primizia di coloro che dormono. Poiché, se a causa di una donna venne la morte, a causa di Maria venne anche la risurrezione dai morti. E come in Eva tutti muoiono, così, per Maria, tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Maria, che è la primizia; poi quelli che sono di Maria. Poi sarà la fine, quando Gesù consegnerà il Regno al Padre e alla Madre sua, dopo aver ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Potestà. Bisogna infatti che Maria regni, finché Gesù non abbia posto tutti sotto i suoi piedi, non abbia posto tutti i figli di Maria tra le braccia della Madre sua.

«Tunc erit Maria omnia in omnibus». Allora Maria sarà tutta in noi e sarà tutto, per noi.