Don Luigi Bosio
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Omelia del 28.05.1989

 

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Celebrazione Eucaristica nella Solennità del Corpus Domini (28.5.1989)

Il sogno della Sposa e della Madre. Ma non è più un sogno: è una realtà, una divina realtà. Il sogno della realtà di questo Sposo e di questa Sposa: Lui e la Chiesa. «Fiat unus orbis», un universo intero, «una fides et caritas una», un universo intero in una sola fede e in un solo amore. «In uno pane et in uno calice». O meglio: un solo pane vivo, un solo calice di benedizione inebriante.

Lui, l'innamorato della Sacra Scrittura e della bellezza della Liturgia, esclama: «Magna sacramenta et valde magna!». «Magna sacramenta et valde magna!». Oh, che grandi sacramenti! Molto grandi! «Valde magna sacramenta!». «Ponite vos super altitudinem sacramentorum et oculis cordis videbitis altitudinem mysteriorum». Salite sulla cima più alta di questi sacramenti e vedrete cime altissime, le cime altissime dei misteri. «Ponite corda vestra super altitudinem sacramentorum et oculis cordis», con gli occhi del cuore, vedrete grandi misteri, altissimi misteri!

L'Eucaristia. L'Eucaristia è la pienezza dell'Incarnazione. E' la consumazione del mistero dell'Incarnazione. E' la bellezza dell'Incarnazione, l'Incarnazione del Signore in bellezza. Il mistero della pienezza, il mistero della consumazione del suo Amore, e il mistero della bellezza. Mi è sempre piaciuta, fin da bambino, quella profezia di Zaccaria: «Quid pulchrum eius, nisi frumentum electorum et vinum germinans virgines!». Lui, il Profeta, vedeva, contemplava il mistero dell'Eucaristia, il frumento degli eletti, dei prediletti, e il vino che fa germogliare i vergini. «Quid pulchrum eius!». Cosa poteva darci di più bello? «Quid pulchrum eius, nisi frumentum electorum et vinum germinans virgines». Quale mistero! L'Infinito nel finito. Il frammento nell'Infinito, che diventa capace di accogliere l'Infinito.

Un frammento. «Animosa fides». Abbi - dice l'Angelico oggi nella Sequenza - una fede animosa, piena di coraggio. «In fragmento toto tegitur». In un frammento, in una briciola c'è tutto! «Latent res eximiae». Tutto è nascosto in questo mistero sublime. «Latent res eximiae». Che il frammento possa perdersi nell'Infinito, grazie, o Signore: è possibile a Te. Ma che l'Infinito sia capace di nascondersi e di dimorare in un frammento... «Mirum! Valde mirum!». «Mirabilia fecit Dominus», oggi canta la Liturgia nell'Ufficio Divino. Che cose meravigliose ha compiuto il Signore per noi!

Maria. Il saluto alla Vergine Beatissima, in maggio... Tutto l'anno! Tutto l'universo è suo! Ma il maggio in particolare.  Alla scuola di Maria, nel sorriso di Maria, nelle braccia di Maria, il versetto del "Canticissimo" è questo: «Adiuro vos, adiuro vos! Ne evigilare faciatis dilectam donec velit». Vi supplico, vi scongiuro! Non svegliate la Sposa finché essa non lo voglia.

Il Santo Padre ha dato ragione a Lei e al Profeta, quando, nella Lettera Apostolica di queste ultime settimane, ha voluto ricordare e celebrare l'attualità della parte più sostanziosa del Concilio, cioè il Sacrosanctum Concilium, la Costituzione Conciliare sulla Sacra Liturgia. Tra l'altro dice: «Silentium contemplativum primum adsequendum in Celebratione». Nella Celebrazione, soprattutto Eucaristica, cercate soprattutto il silenzio contemplativo.

Lo Sposo, Lui, dice: «Vi prego, vi scongiuro: non destate la Sposa, mentre è tutta assorta nella castissima delizia nuziale con il suo Amato, il suo Amore». La Lettera Apostolica sembra voler dire, e dice: vi prego, vi prego! «Adiuro vos!», vi scongiuro! Non turbate, non destate la Sposa, la Madre, la Chiesa mentre è tutta assorta nel mistero di questa Divina Celebrazione, mentre essa - Sposa e Madre - è tutta rapita ed estasiata nella Celebrazione di questo grande mistero!