Don Luigi Bosio
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Omelia del 01.11.1985

 

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Celebrazione Eucaristica nella Solennità di Tutti i Santi (1.11.1985)

La Liturgia è la grande preghiera, la grande preghiera che ci conduce e ci porta fino a questa altezza: la Divina Eucaristia. Nella Liturgia tutto è preghiera, anche la parola che sto pronunciando (che non è poi la mia parola) e che state ascoltando. Non sto parlando: sto pregando. Non state ascoltando solo: ascoltate in preghiera. La Liturgia è la grande preghiera, perché c'è Lui che prega. «Verbum orans», il Verbo orante. Possiamo dire così: la Preghiera che prega. Lui è la Preghiera che prega. «Verbum orans», o anche «Ecclesia orans».

Si incomincia, per così dire, dal primo passo della preghiera, che poi diventa contemplazione, che poi ci porta alla visione, che poi si apre nell'estasi. Questa è la Liturgia. E, rapita in questa visione, in questa estasi, la Chiesa - voi - esclama oggi: «Mirabilis Deus!». Sei mirabile, o Dio. Sei ammirabile, o Dio. Sei meraviglioso, mio Dio! «Unus Sanctus», l'Unico Santo, Tu solo sei Santo, Tu solo sei Santo. Per questo la preghiera della Chiesa - nostra preghiera - ha detto: «In sanctificatione consumma nos, in plenitudine amoris». Consumarci nella santità, nella pienezza del tuo amore. Fare silenzio e rimanere in preghiera tutta questa Celebrazione. Che c'è di più bello? Consumaci nella tua santità, nella pienezza del tuo amore!

Siamo sulla cima di un monte. Non questo o quel monte: è Lui il monte! L'altissimo monte è Lui. E' salito, per così dire, sopra a se stesso e ha lasciato traboccare  il suo cuore pieno di una infinita beatitudine. «Aperuit os suum», «Prendendo la parola», dice il testo. Se avessimo conservato secondo il testo latino: «Ha aperto la sua bocca».

Diciamo all'evangelista Matteo che questo verbo ce lo presti, aperuit, per rivolgere al Signore la nostra preghiera: aprimi l'udito! Tu hai aperto la bocca: ora aprimi l'udito, perché ti possa ascoltare! Aprimi gli occhi, aprimi soprattutto «ianuas cordis», le porte del cuore. Dilatami il cuore! «Mirabilis Deus!». Giovanni - la Chiesa in lui - è rapito nell'estasi e dice: «Quanti angeli ho visto! Quanti angeli! Ne ho visto uno, in particolare, che portava il segno del Dio vivo e passava vicino a tutti gli eletti e imprimeva questo segno del Dio vivo sopra la fronte di tutti gli eletti». Ho pregato e prego perché quest'angelo sia qui e passi sulla fronte di tutti voi, servi di Dio. «Ad un certo momento tutti si buttarono a terra: angeli ed eletti e santi, con la fronte a terra». Come è bello rimanere così, in adorazione, per tutta l'Eternità!

«Consumma nos in sanctificatione, in plenitudine tui amoris». Consumaci - è un verbo che piace molto, molto alla Liturgia! - consumaci nella tua santità, nella pienezza, nelle fiamme caste, nelle meraviglie del tuo amore!