Don Luigi Bosio
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Omelia del 04.01.1987

 

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Celebrazione Eucaristica della II Domenica dopo Natale (4.1.1987)

«Signore, ascolta la voce del nostro silenzio». E' la preghiera della maternità della Chiesa nel messaggio natalizio del Santo Padre. Tra le prime parole del messaggio natalizio, il Santo Padre ha elevato per noi al cielo questa preghiera: «Signore, ascolta la voce del nostro silenzio». Il Tempo Natalizio è «Tempus magni silentii», il Tempo del grande silenzio. Abbiamo frequentato l'università del silenzio a Betlemme. Abbiamo sentito l'universalità del silenzio. Abbiamo partecipato nell'aula magna del silenzio a coloro che hanno tenuto, per così dire, cattedra in quell'aula magna: Giovanni Battista, la Vergine Madre, S. Giuseppe e - soprattutto - il Verbo Incarnato...

La Celebrazione Eucaristica è eminentemente Natalizia. E la Celebrazione Natalizia è eminentemente Eucaristica. Ogni Celebrazione Eucaristica è un Natale: nasce e cresce Lui. Possiamo cantare, nell'esultanza del cuore: «Pleni sunt coeli et terra gloria silentii tui». Il cielo e la terra sono pieni della tua gloria - ho detto - della gloria del tuo silenzio. E anche: i cieli e la terra sono pieni della pace e della gioia del tuo silenzio.

Chiederò a Giovanni, l'Evangelista. Tu hai detto: «In principio era il Verbo». Se me lo concedi, posso dire, Giovanni, "in principio era il silenzio"? Mi sembra che Giovanni ci faccia un bel sorriso di approvazione! In principio era il silenzio. E oggi questa Divina Liturgia è tutta una glorificazione del silenzio: dal silenzio eterno al silenzio eucaristico. Le due, o anche l'unica Lectio Divina, oggi, perchè l'altra parte di glorificazione del silenzio è nell'antifona di inizio, il Libro dell'Ecclesiastico, libro della Divina Sapienza.

La Sapienza nell'assemblea dell'Altissimo - e l'antifona di inizio è la prima Lectio - nell'assemblea dell'Altissimo ha aperto la sua bocca. Stiamo ad ascoltare. «Apertus sum» e dice: «In civitate sancta requievi». Quanta pace trovo nella città santa, nell'assemblea dell'Altissimo! «In plenitudine sanctorum detentio mea». E tengo la mia dimora nella pienezza della santità. E' l'antifona che glorifica soprattutto il silenzio liturgico di questa domenica. «Dum medium silentium». Se interrogo anche le pietre e le pareti della Chiesa, mi rispondono anche loro: «Dum medium silentium tenerent omnia». Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose e la notte era nel suo pieno corso, il tuo Verbo onnipotente è sceso dal suo trono regale. Il tuo Verbo onnipotente è sceso dal suo talamo nuziale: il talamo della Beata Trinità.

Mi sembra di udire la voce del profeta Isaia durante l'Avvento: «Erit in die illa: exultabit solitudo». Il deserto sussulterà di canti e di gioia, esulterà la solitudine. Sembra che oggi specialmente questa solitudine diventi silenzio, questa solitudine è riempita di silenzio. Domando un po' al Verbo Incarnato che mi risponda: cosa vuol dire che la solitudine è stata riempita soprattutto dal suo silenzio?

«Si scires donum Dei!». Sono vicino al pozzo di Sichar, con quella creatura così assetata... «Se tu conoscessi il dono di Dio!». Cosa vuoi dirmi, Signore, "se tu conoscessi il dono di Dio"? Rispondimi! Vuoi essere più chiaro, Signore?

E mi risponde: «Se tu conoscessi il Verbo di Dio! Se tu conoscessi il Silenzio di Dio!».