Don Luigi Bosio
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Omelia del 01.01.1986

 

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Solennità di Maria Santissima Madre di Dio (1.1.1986)

«Salve, Sancta Parens!». Ti saluto, o Madre Santa! E' l'Antifona bellissima con cui incomincia, oggi, la Celebrazione Eucaristica. E ho unito, congiunto le mani in preghiera. E' una bellissima preghiera: «Salve, Madre Santa!». La state cantando insieme con me nel vostro cuore. «Enixa puerpera Regem qui coelum terramque regit in saecula saeculorum». Ti saluto, o Madre Santa, Maria, la Madre del Re, giovanissima Madre puerpera. La Madre del Re, un Re piccolino, piccolino, sconosciuto, capace di reggere con una sola manina il cielo e la terra, per tutti i secoli dei secoli. Avrei desiderato cantarla. Forse non è ancora il tempo. E continua poi l'Antifona con un versetto del Salmo: «Eructavit cor meum verbum bonum». Conversavo ieri con uno studioso di Sacra Scrittura e gli chiedevo: mi puoi tradurre questo verbo, questa parola del Salmo? «Eructavit cor meum verbum bonum». Eructavit: si sprigiona dalla mia bocca una parola, buona parola, per offrire la mia vita a questo Re e a questa Regina. Eructavit: si sprigionò, si sprigiona, erompe, trabocca! Eructavit, difficile da tradurre. Mi permettevo di dire: eructavit, dove si è aperta la prima voragine, cratere dal quale è traboccato con impeto, divinamente violento, il primo Verbo? Chi le ha pronunciate e cantate, queste parole, la prima volta, agli inizi dell'eternità? Il Padre! Poi le ha pronunciate la Madre della Chiesa, Maria. E oggi le pronunciate voi con me. «Eructavit cor meum». Posso dire: il nostro cuore è in eruzione. Che voragine! Vengono le vertigini a starci sopra e scrutare questi abissi!

Oggi, Liturgia tenerissima come questa, c'è anche la preghiera alla pace, per la pace. La Liturgia è sempre tutta pace, ma è la giornata mondiale della pace. Il Salmo dice: «Posuit fines tuos pacem, civitas Dei, Ierusalem». Città di Dio, il Signore ha posto come tuoi confini la pace. Non ha detto il Profeta... o meglio, non ha detto lo Spirito Santo: «Posuit in finibus tuis pacem». Ha detto: «Posuit fines tuos pacem», i tuoi confini sono fatti di pace, sono la pace. Il Santo Padre, che ha indetto questa giornata mondiale, l'ha chiamata la "giornata della pace senza frontiere". Senza frontiere, né a Nord, né a Sud, né a Est, né a Ovest. «Posuit et ponit fines tuos». Non: «In finibus tuis». Non ha confini la pace. 

La pace. Sant'Agostino espone questo Salmo ai suoi fedeli, gente molto semplice della piccola e povera città, cittadina di Ippona. E appena ha pronunciato queste parole, c'è stata un'esclamazione di giubilo da parte dei fedeli. Sant'Agostino rimane e dice: «Cosa vi ho detto? Cosa avete visto?». «Dilectio pacis. Dilectio pacis». L'amore della pace li ha fatti come esplodere in questa esclamazione, in questo grido di gioia. «Dilectio pacis, pulchritudo pacis corda vestra percussit». Pulchritudo pacis: quanto è bella la pace! La bellezza della pace ha percosso i vostri cuori e siete usciti con entusiasmo in questo grido di giubilo. 

La pace, la pace... La guerra. Ma è possibile?! Ma è possibile?! La guerra... Genera vibrazioni di male - le guerre, i mali, l'odio, le violenze - vibrazioni di male che alterano l'equilibrio e l'armonia della natura. La natura, creazione di Dio, crediamo sia insensibile a tutto il peso di questo odio e di queste violenze? Che fare dunque? Che fare dunque? Se dicessimo che in certe manifestazioni mostruose di male, anche dei nostri giorni, forse... ma sì: il Signore ci sta preparando una sovrabbondanza di grazia - io credo - che non possiamo nemmeno immaginare!

Si dice che questo è il tempo degli odi, del terrore, degli orrori... Mostrate il vostro cuore e vincerete. E vincerete! Ed ecco che viene il tempo dell'amore.