Don Luigi Bosio
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Omelia del 01.01.1988

 

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Solennità di Maria Santissima Madre di Dio (1.1.1988)

Apro gli occhi e al mio risveglio, in questo primo giorno dell'anno, mi ritrovo, felicissimo, tra le braccia della Madre mia. Ci guardiamo negli occhi, ci scambiamo un bellissimo sorriso. So che mi è Madre, Madre perché Vergine: una Divina Maternità. Mi è Madre perché Vergine.

«Salve, Sancta Parens». Verrà pure un momento, o nel tempo o nell'eternità, in cui questa bellissima Antifona di purissima melodia gregoriana, ve la canterò: «Salve, Sancta Parens». Ti saluto, o Madre Santa, Madre giovanissima di età. Non ha età, la verginità non ha età. Più ci si avvicina all'Essere purissimo, all'Essere, più il tempo svanisce. La verginità non conosce il tempo, non conosce età. E lei, Maria, è madre giovanissima anche di età - i suoi quindici anni appena - ed è Madre, la Madre del Re, di Colui che regge il cielo e la terra, per tutti i secoli. «Alma Mater», la grande Madre. «Alma Redemptoris Mater», la grande Madre del Redentore.

Se ricerco le radici di questa Maternità, non so... o nella fede lo so. (Dico per tutti voi: quando parlo in prima persona, ci siete tutti nel mio cuore ed io sono nel cuore di tutti voi). Ricerco le radici della sua Maternità. Forse all'inizio della Creazione? In principio il Signore creò il cielo e la terra. In quel principio certamente c'è Lei, perché c'è Lui! Perché senza di Lui niente è stato fatto. E per volontà sua benignissima, senza di Lei con Lui, niente è stato fatto, nè sarà fatto.

O devo risalire ancor più in profondità, su, nei secoli eterni. «In principio erat Verbum». Là... là c'è la Madre mia, là nella generazione eterna del Verbo. Là c'è la Madre mia. Sono le radici della sua Maternità, della Maternità Vergine della Chiesa e perciò anche della nostra Maternità di grazia e di ministero per la mia vita sacerdotale.
Dove devo risalire? Ai secoli eterni. Là c'è la fonte di questa Divina Maternità sua e della Chiesa, perciò mia, perchè sono io la Chiesa, siamo noi la Chiesa. E la Chiesa è Madre, Vergine e Madre, Madre perché Vergine.

Il Profeta oggi fa entrare, per così dire, nella Celebrazione Liturgica il Salmo stupendo: "Fundamenta eius in montibus sanctis". Le fondamenta sue - è Lui, ma tutto è anche di Lei - le fondamenta di Maria sono nei monti santi. Mi domando quanto avrà scavato l'Altissimo, per avere le radici sicure dove posare il suo Infinito e la sua Eternità. Maria. «Respexit humilitatem ancillae suae». Ha potuto scendere e posarsi e riposarsi e incarnarsi nell'abisso dell'umiltà di Maria.
«Ipse Altissimus firmavit, fundavit eam». Lo stesso Altissimo ha gettato queste solidissime fondamenta in Maria. Perciò il Salmo ha ancora questo versetto commovente: «Omnes fontes mei sunt in te». Tutte le fonti della grazia sono in te, Maria. «Omnes fontes mei sunt in te». «Ibi illic nati sumus omnes». Lì, vicino o in queste sorgenti, siamo nati tutti noi.

Da Lei a Lui. Da Maria a Lui, Gesù: la vera Vita, la vera Madre, la nostra vera Maternità e la vera Pace.