Don Luigi Bosio
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Omelia del 26.03.1989

 

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Domenica di Pasqua - Solennità della Resurrezione del Signore - Messa Vespertina (26.3.1989)

«Obsecro, Summa Veritas, Te per Te». Ti prego, Somma Verità, prego Te per Te. Tu sei la Luce. Tu, che vieni dai monti eterni. Oggi, nel mistero della tua e della nostra Pasqua, hai distrutto la morte e hai aperto le porte dell'eternità. «Obsecro, Summa Veritas, Te per Te». Ti prego, Somma Verità, prego Te per Te. Parlo per Te, prego con Te, amo Te. Se parlo, è la tua parola che ascoltano questi tuoi carissimi figli, Somma Verità, avidi, avidi della tua Verità e innamorati della tua Bellezza. «Obsecro, Summa Veritas, Te per Te».

«Illuminans Tu mirabiliter a montibus aeternis», cantava il Profeta. «Sei Tu la Luce che viene dai monti eterni. «Illuminans Tu magnifice cum pondere dictum est: Tu!». La scintilla che scocca dalla parola del Profeta è raccolta da lui, il Dottore mistico della Scrittura: «Magnifice cum pondere dictum est: Tu!». E' magnifico questo "Tu"! Che peso che ha! «Illuminans Tu mirabiliter a montibus aeternis».

«Devicta morte, aditum aperuisti nobis aeternitatis». Devicta, non victa. Devicta: distrutta la morte, disfatta la morte. Con la tua morte? No! Con la tua vita l'hai distrutta, la morte! «Mors mortua est», quando «mortua vita fuit». La morte è morta quando è morta la vita. E hai aperto, «reserasti», hai scardinato, hai scalzato le porte dell'Eternità. Stiamo camminando non sul sentiero dell'Eternità: i nostri passi sono eterni.

Ascolto oggi anche il profeta Isaia, quando dice: «Il Signore degli eserciti è il suo nome. Tuo Redentore è il Santo d'Israele. Afflitta, percossa dal timore, dal terrore, sconsolata, io pongo - e le pongo con ordine - le tue pietre. Sugli zaffiri pongo le tue fondamenta. Di rubini è la tua merlatura, le tue porte sono pietre scolpite. Le tue fondamenta sono pietre preziose. I tuoi figli saranno chiamati discepoli del Signore e grande sarà la prosperità dei tuoi figli. Tu sei fondata sulla giustizia».

«Il Signore degli eserciti è il Tuo nome». Hai un nome, Signore? Hai un nome? E il Profeta ti assegna questo nome, che sembra il meno adatto per Te: il Signore degli eserciti. Hai schierato degli eserciti? Hai dei fronti da custodire? Hai dei territori da conquistare, o Signore? Il Signore degli eserciti è il suo nome. Il tuo Redentore è il Santo d'Israele. E la sua città, Gerusalemme, afflitta, percossa dal dolore, distrutta dal dolore dei giorni precedenti della Passione e della Morte del Signore, sconsolata. Non temere! Io ho posto nelle tue fondamenta delle pietre preziose. Di rubini è la tua merlatura. Sugli zaffiri sono le tue fondamenta, la tua cinta è tutta fortificata. I tuoi figli saranno chiamati discepoli del Signore. Il latino dice: «docti a Domino», istruiti dal Signore, «docibiles Dei», gli alunni di Dio. Gerusalemme è questa Gerusalemme: la tua Chiesa, la tua Famiglia, i tuoi cittadini, i tuoi figli istruiti da Te, «docti a Domino», gli alunni di Dio, i figli della Verità.

«Obsecro, Summa Veritas, Te per Te». Siete i figli della Verità e la sua città -  Gerusalemme, la Chiesa - è fondata sulla giustizia, sulla santità, sul Santo dei Santi.

«Quaerite quae sursum sunt». «Cercate le cose di lassù, abbiate il sapore delle cose celesti», grida oggi l'apostolo Paolo. Sei Tu la Luce che scende dai monti eterni. Oggi, nel mistero della Tua e della nostra Pasqua, hai aperto le porte dell'Eternità.

Con affetto purissimo, grazia e pace e vita e gioia e santità pasquale a voi e a tutti i vostri cari.