Don Luigi Bosio
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Omelia del 26.04.1987

 

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Celebrazione Eucaristica della II Domenica di Pasqua (26.4.1987)

Questo è l'ottavo giorno della nascita. Siamo nati oggi otto. Se vi piacerà dire e sentire il mistero pasquale vivissimo che stiamo celebrando, potete anche dire: questo è l'ottavo giorno, sì, della nostra nascita, un nuovo impeto di grazia che abbiamo ricevuto dalla Resurrezione del Signore.

«Gratia Patris et fecunditas Matris». Le parole sono del grandissimo Agostino, ed è bello citarlo oggi perché, milleseicento anni orsono, Agostino, in uno di questi giorni di aprile, giorni pasquali, ha ricevuto il suo Battesimo, ed è cominciata la sua stupenda conversione. «Parvuli Christi», i piccoli di Cristo. «Gratia Patris», per la grazia, per la pietà del Padre. «Et fecunditas Matris», e per la fecondità della Madre, la Madre Chiesa fecondissima.

Qui, alla Cattedra, c'è Pietro, cioè c'è lo Spirito Santo. E Pietro dice: «Quasi modo geniti infantes, lac concupiscite». Siete bambini appena nati. «Quasi modo geniti infantes lac concupiscite», andate in cerca del latte della Sapienza, della Vita Divina. Non so dove Pietro - esperto pescatore senza dubbio - sia andato a pescare queste parole, queste stupende parole: «Come bambini appena nati cercate il latte della Divina Sapienza».

Oggi è da ricordare che è la Domenica in Albis. I catecumeni, battezzati nella notte di Pasqua, durante la settimana portavano la veste bianca e oggi la deponevano, conservando nel loro cuore e nella loro mente il candore dell'innocenza. Aggiunge l'Apostolo (è ancora Pietro), altra pesca veramente grossa quando dice: «Fides multo pretiosor auro quod per ignem probatur». La Fede è molto più preziosa dell'oro, il quale oro, per essere oro fino, deve passare attraverso il crogiolo. «Fides multo pretiosor auro quod per ignem probatur».

Possiamo accostare per un momento la scienza alla Fede. La scienza può aiutare anche la Fede, ma soprattutto la Fede può aiutare la scienza. Ebbene, oggi specialmente, tutte le cose che ci presenta la scienza ci dicono che anche la materia è spirito. La scienza oggi ci dice che la materia è spirito. Se non ci meravigliamo più di tante cose meravigliose, non è perché manchino le meraviglie: è perché forse manca la nostra meraviglia.

Una parola ancora, che raccolgo dalla Lettera Apostolica del Santo Padre ai sacerdoti nel Giovedì Santo. Cito in latino, come l'ha scritta nell'originale il Santo Padre. Dice: «Homo est illud ens quod ad se ipsum constanter superandum vocatur». L'uomo è quell'ente, quell'essere che è continuamente chiamato a superare se stesso. Aggiungo: il cristiano è quel figlio felicissimo del Padre Celeste che è chiamato a vivere della stessa santità del Padre Celeste.