Don Luigi Bosio
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Omelia del 31.05.1987

 

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Celebrazione Eucaristica nella Solennità dell'Ascensione del Signore (31.5.1987)

Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio tuo glorifichi Te». Gesù, alzati gli occhi al cielo... Dove mai li avrà fissati i suoi occhi e la sua preghiera, perché il Padre lo glorificasse? «Apud temetipsum». Questa gloria cerco, di ritornare presso di Te. «Glorifica Filium tuum apud temetipsum». E' questa la mia dimora.

Anche gli Apostoli, nell'Ascensione del Signore, sono con gli occhi fissi al cielo e gli Angeli dicono loro: «Che state lì, a fissare il cielo? Il Signore che è salito ritornerà a voi, ritornerà a voi». E' partito dal Padre, è venuto a noi, rimanendo nel Padre. Ritorna al Padre e rimane con noi. «Ritornerò», dice il Signore. E rimaneva già in mezzo a noi. Nel divinissimo mistero dell'Eucaristia c'era già in mezzo a noi. Voleva confermare la promessa della Pentecoste: la discesa dello Spirito Santo che avrebbe loro - e a tutta la Chiesa - insegnato tutto.

«Hic Iesus qui absumptus est in caelum». Questo Gesù che è stato assunto in Cielo. Hic. Traduco: qui. Hic, qui. Gesù è qui, anche se è stato assunto in Cielo. «Hic est Iesus». Questi è Gesù. Qui è Gesù, nella grazia del suo mistero, nell'umiltà del suo sacramento, un sacramento - specialmente il sacramento Eucaristico - pieno di mistero. Ed è qui nella fede e nella visione estatica della celebrazione e dell'adorazione Eucaristica. «Hic est Iesus». Non soltanto 'questi è Gesù' ma 'qui'. «Hic est Iesus».

«Ascendit ad caelum». Dov'è questo cielo? «Ascendit ad caelum, super omnes caelos», sopra a tutti i cieli. Forse l'apostolo Paolo, che è stato rapito fino al terzo cielo, ce lo potrebbe dire cos'è, dov'è o chi è questo cielo. E' volato sopra i Cherubini. «Ascendit super Cherubin». I Cherubini sono i cantori della Luce Divina. Sopra i Cherubini. «Super Seraphin», o forse s'è avvolto della schiera e del coro dei Serafini, che sono i cantori dell'Amore Divino. «Ad tertium caelum». E se dicessi che il Signore è salito a un triplice cielo? «Ad tertium caelum», a un triplice cielo. Il cielo del Padre, la fonte della sua nascita eterna, il Figlio e lo Spirito Santo. Triplice cielo.

Padre, glorifica il Figlio tuo «apud temetipsum». «Apud temetipsum»: in Te. Questa gloria io cerco per poter glorificare Te. Così, vicino al Signore che sale al cielo, con tutta la tenerezza del vostro e del mio cuore, lo guardo fisso e gli dico: «Perché mi sfuggi? Perché fuggi?». Sono come il profeta Eliseo che, mentre supplica il grande amico Elia, gli chiede se gli lascia come ricordo e come dono la sapienza che Elia aveva ricevuto dal Signore. Gli dice Elia: «Eliseo, se mentre salgo al cielo riesci a strapparmi il mantello che mi avvolge, ti darò la mia sapienza, la sapienza che ho ricevuto in dono dal Signore».

Vorrei anch'io essere come Eliseo, mentre Lui fugge, mi sfugge e fugge su un carro di fuoco, strappando un brandello del suo mantello. Meglio se il mantello lo distende - e lo distende veramente - qui sopra di noi e ci avvolge nel mistero della sua e della nostra Ascensione. Oppure, come prega la sposa, la sposa (indica i fedeli), la Chiesa, quando dice: «Trahe me! Trahe me!». Attraimi! Strappami da tutto, rapiscimi, afferrami, perché io non posso afferrarti se prima non mi afferri tu. Afferrami! Certo, in una bella preghiera, Santa Maria Maddalena de' Pazzi dice: «Bisogna chiudere gli occhi alle cose della terra, se si ha da ricevere la rugiada del cielo».

Maria, oggi sei felice perché la tua Liturgia della Visitazione è stata come assorbita dalla Liturgia Domenicale e dalla Liturgia dell'Ascensione. Questo il nostro saluto, dal testo dell'Enciclica mariana: «Gloria servitii non desinit eius regalis exaltatio: regalis exaltatio eius, Mariae, non desinit gloria servitii». Vuol dire che Maria, anche nella sua regale esaltazione, non cessa un istante di offrirci il dono del suo servizio. Ma non dice così l'Enciclica. Dice: «Gloria servitii». Non cessa un istante di offrirci in dono materno la gloria del suo servizio.