Don Luigi Bosio
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Omelia del 29.03.1987

 

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Celebrazione Eucaristica della IV Domenica di Quaresima - "Laetare" (29.3.1987)

Domenica "Laetare". Rallegrati, Gerusalemme, per la guarigione del prodigio del cieco nato, che riceve la vista dal Signore. Rallegrati, Gerusalemme, perché oggi tu ricevi vista spirituale e visione. E la Liturgia, celebrata nella devozione, ti porta all'estasi. Ecco, dunque, perché devi rallegrarti, Gerusalemme. E' sempre il mistero che cerca il sacramento. Non so se il mistero sia il prodigio della guarigione del cieco nato o se sia il sacramento della guarigione della mia vista spirituale. Mistero e sacramento. In questa Celebrazione Liturgica, nel momento della Comunione Eucaristica, io celebro con voi la mia guarigione spirituale ed esclamo, con la meraviglia, la commozione, l'umiltà e l'adorazione del cieco nato, guarito: «Sono andato, mi sono lavato, ho veduto e ho creduto». Una bella sinfonia! Una bella sinfonia. Al momento della Comunione Eucaristica o, se vi piace, della mia guarigione eucaristica, cioè nel momento sublime della Comunione Eucaristica: «Abii, et lavi, et vidi, et credidi». Ma no! «Sono venuto, mi sto lavando, ci vedo e credo». Quattro momenti di una sinfonia liturgica, eucaristica, divina, estasiante. Il primo movimento, un po' Patetico. Il secondo è nuovo, Andante, un bell'Andantino: "Mi sto lavando", movimento vivace, "e cado a terra in adorazione", movimento felicemente quasi tempestoso, impetuoso.

Quando il Signore guarisce il cieco nato, il cieco trova degli increduli e degli scettici intorno a lui. Gli dicono: «Chi ti ha guarito?». «Non lo conosco, ma è un Profeta, certamente è un Profeta». «Come ha fatto a guarirti?». «Ha fatto un po' di fango con la saliva, mi ha spalmato gli occhi (un modo per accecarlo, uno! Non per guarirlo della sua cecità!) e mi ha detto: "Vai, vai dove c'è Colui che ti aspetta. Vai alla fontana di Siloe - che vuol dire 'inviato', 'mandato' - che sono io. Lavati: incomincerai a vedere"».

Poi, più avanti il Signore cerca lui l'incontro con il cieco guarito, tutto angosciato per i contrasti e lo scetticismo che ha trovato intorno a sé. Gli dice il Signore: «Credi tu nel Figlio di Dio?». «Chi è, Signore, questo Figlio di Dio? Chi è?». «Sono io che ti parlo!». Il cieco nato: «Credo, Signore!». «Et procidens adoravit eum». «Credo, Signore!» e buttandosi in ginocchio, si prostrò in adorazione. Forse avrà prima cercato di baciare almeno i sandali o i piedi scalzi e stanchi di Gesù.

E' Quaresima ed è l'itinerarium passionis, l'itinerario della passione del Signore, il quale sì, lo vediamo e abbiamo la grazia di sentire quando cade sfinito in una agonia di corpo e soprattutto di spirito. E cade non tanto per il peso della croce e di tutto il male che c'è nell'umanità, ma cade soprattutto sotto il peso della sua gloria e della sua infinita misericordia.