Don Luigi Bosio
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Omelia del 24.03.1985

 

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Celebrazione Eucaristica della V Domenica di Quaresima (24.3.1985)

Quaranta giorni di austero esercizio quaresimale per poter entrare nel mistero della Passione del Signore, per entrare nella conoscenza dell'arcano di Cristo. «Quadragesimale sacramentum ad intellegendum Christi arcanum», l'arcano di Cristo, per sentire quello che ha sentito Lui per noi. Affaticati ed estenuati - non dico stanchi - affaticati ed estenuati da questo esercizio di penitenza quaresimale, la fiducia della Chiesa nei suoi figli ora prega: «Ut alacriter ambulantes perveniamus ad Christum passum et consummatum». Possiamo arrivare a Cristo Gesù. Passus et consummatus, ha patito fino alla consumazione. Duplice consumazione: la consumazione della croce, ma non è ancora tutto. C'è un'altra consumazione che supera la consumazione della croce: la consumazione eucaristica. Ha voluto vendicarsi nel suo amore e raccogliere tutto in questa follia del mistero eucaristico. E' un trionfo, l'Eucaristia! Trionfo della Passione e della sua consumazione sulla croce.

Andiamo incontro a Lui «alacriter ambulantes». Andiamo a ringraziarlo per tutto quello che ci lascia soffrire in Lui. Non soffre per sè, era incapace di soffrire per sè. Ha dovuto prendermi a prestito, se voleva soffrire. Nella mia umanità, nella mia fragilità sono io che soffro in Lui. E Lui non soffre per sè, ma per me. «Propter nos descendit de caelis et incarnatus est et passus est». «Propter me, propter vos, propter nos». Oggi, con voi, entriamo ancora un momento in quella che chiamo, con il Cantico dei Cantici, la cella vinaria, la cella del vino. E potrei indicare tutti i confessionali della Cattedrale e del mondo. «In cellam vinariam intramus», nella cella del vino, nella cella del sangue.

Il Santo Padre, in un discorso ai Confessori che si erano prestati, durante l'Anno Santo, ad ascoltare le Confessioni dei pellegrini, ha come riassunto in parole stupende, la grandezza, i frutti del ministero della Confessione, del ministero sacerdotale - che dico - del servizio sacerdotale dei fedeli, ogni volta che si acccostano al Sacramento. Parlo di servizio sacerdotale perché è veramente così, quando si accostano o ci accostiamo al Sacramento della Confessione. Ha citato i due sommi Dottori: il Dottore mistico, teologo mistico per eccellenza, Sant'Agostino. E sull'orma di Sant'Agostino, in termini scolastici perfetti e chiarissimi, ha citato San Tommaso d'Aquino.

San Tommaso, l'Angelico, dice: il Signore ha creato il cielo e la terra, un'opera grandiosa. Ma ha creato qualche cosa di più: ha creato per sè la capacità di perdonare ai peccatori. E' più grande creare il cielo e la terra o è cosa più grande - quasi fatica più grande - perdonare le offese che da povere creature sono state gettate contro di Lui? «Maius opus iustificatio impiorum», opera più grande della Creazione del cielo e della terra.

Sant'Agostino dice: due grandi opere ha compiuto il Signore, due grandi opere. «Magna opera Domini», le grandi opere del Signore: la creazione degli Angeli e la creazione (ritorna il concetto che poi san Tommaso d'Aquino riporta da sant'Agostino) della giustificazione dei peccatori. Due grandissime opere! La creazione degli Angeli e il perdono ai peccatori. Ma l'opera del perdono ai peccatori è più grande, perché qui, in quest'opera, è più grande la sua misericordia. Maior, perché manifesta tutta la potenza e l'onnipotenza della sua Misericordia. Maior misericordia.

Quando il Dottore Angelico scolpisce queste parole nel cielo e sulla terra: «Bonum  gratiae unius maius est opus quam bonum naturae totius universi», il bene di un palpito di grazia, di un frammentino di grazia, di dono di grazia è più grande che ogni bene di natura di tutto l'universo! Solo un granellino di grazia è più grande di tutte le opere di tutto l'Universo.

La grazia è il contrario dello sforzo. Dove c'è la grazia, la tua grazia, è tutta grazia, è tutto ordine. La grazia è il contrario di ogni sforzo, perché fa regnare in noi la melodia della misura. Fa regnare in noi la melodia della misura, dell'ordine, dell'amore, della pace.

«Domine, Dominus noster» - abbiamo sentito la voce del Vangelo - «quam admirabile est nomen tuum super universam terram!». O Signore, o Dio nostro, quanto è ammirabile la tua bellezza! E quanto è ammirabile il tuo nome e il tuo amore, sulla terra nei cieli, nei secoli! Amen. «Id est, verissimum est!».