Don Luigi Bosio
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Omelia del 11.01.1987

 

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Celebrazione Eucaristica della I Domenica dopo l'Epifania - Battesimo del Signore (11.1.1987)

Mi avvicino a Gesù, il Signore e scendo con Lui nelle acque del fiume Giordano. In questo momento tutte le acque dei mari e tutti i mari diventano grande fonte battesimale.

Gesù è già adulto. Mi sono incontrato con Lui, piccolissimo, nel Natale, nell'Epifania ed ora ai suoi trent'anni. Ma il relativo del tempo e dello spazio svanisce vicino all'Assoluto, all'Infinito e all'Eterno. Egli è qui, dopo trent'anni perduti - cosa ho detto! - dopo trent'anni perduto nel silenzio e nell'intimità della sua dilettissima famiglia di Nazaret. Mi avvicino a Lui, agitando quasi il Libro dei Salmi, per fargli vedere, ricordare ciò che i Profeti hanno detto di Lui e di noi, attingendo alla Cattedra della Divina Sapienza, dalla bocca stessa dell'Altissimo. Il salmo: «Abscondit me in abscondito tabernaculi sui ut visitem templum, ut videam voluptatem Domini». Mi ha nascosto nel suo santuario, perché io visitassi il tempio e vedessi la sua gioia, la vedessi, ut videam voluptatem Domini. Mi ha nascosto nel suo santuario. Oggi questo santuario, questo luogo della celebrazione del salmo, sulle rive di un fiume, nelle acque del Giordano. Una celebrazione sub diu, dicevano gli antichi, sub diu: all'aperto. Gli antichi dicevano anche sub divo. Noi possiamo dire: una celebrazione sub Deo, sub Patre. Difatti l'Evangelista dice: «Et aperti sunt caeli». E si aprirono i cieli.

Il Santo dei Santi che domanda di essere battezzato, con la protesta, quasi la ribellione di Giovanni Battista. E' il momento in cui Gesù si nasconde nel suo mistero ed è il momento in cui si rivela nel suo sacramento. Per questo oggi la Chiesa celebra l'epifania del Battesimo del Signore. La voce dal cielo, la voce del Padre che dice: «Questo è il Figlio mio in cui ho trovato e trovo tutta la mia compiacenza e la mia gioia».

«Abscondit me in abscondito tabernaculi sui». Lo applico a questo mistero e a questo sacramento del Battesimo del Signore. Mi nascose nel tabernacolo del suo nascondiglio. Posso anche dire: mi nascose nel nascondiglio del suo santuario. Come posso comprendere? Sono sulle rive di un fiume, sono vicino a Lui, il vero tabernacolo. Sono appena sulla soglia di questo tabernacolo, di questo nascondiglio.

Domenica prossima cercheremo, a capo chino e in ginocchio, di superare questa soglia, di poter entrare nel nascondiglio del suo tabernacolo o nel tabernacolo del suo nascondiglio. E lo Spirito Santo ci aiuterà ad entrare, a penetrare, a scrutare - come dice l'Apostolo - le profondità di Dio.