Don Luigi Bosio
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Omelia del 08.01.1989

 

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Celebrazione Eucaristica della I Domenica dopo l'Epifania - Battesimo del Signore (8.1.1989)

Siamo nati, siamo stati generati dalla Madre Carità. «Parti sumus Matre Caritate». Siamo stati partoriti, siamo stati generati dalla Madre Carità. «Deus caritas est». Dio è amore. Dio è la Madre dell'amore. «Ex Deo nati». Oh! E' un ritornello d'amore natalizio, teofanico! Siamo nati da Dio. I figli di Dio. I figli dell'amore. «Deus caritas est. Parti sumus Deo amore. Parti sumus Deo caritate». Il peso dell'amore l'ha fatto scendere dal cielo sulla terra. Quanto deve aver pesato su di Lui, per farlo giungere e posare piede sulla terra! «Pondere amoris». E venuto dal cielo sotto il peso dell'amore. E' disceso nelle acque del Giordano sotto il peso dell'amore.

Dice il Signore a Giovanni, il Battista: «Battezzami!». «Io devo battezzare te? Sei Tu che devi battezzare me!». «Giovanni, battezzami!».

«Pondere amoris descendit in aquas». Sotto il peso dell'amore è disceso nelle acque del Giordano. Sotto il peso dell'amore vive e si consuma - olocausto d'amore - nel silenzio dell'Eucaristia. «Victus amore, vinctus amore, victima amoris». Victus: vinto dall'amore. Vinctus: legato, incatenato dall'amore, vittima del suo stesso amore del suo sacerdozio.

Il Salmo. Il Profeta cantore vede il Signore Gesù sì, nel mistero del Battesimo, oggi; e dice che il Signore tuona sopra le acque. Il Signore è assiso sopra la tempesta. Come fa a stare assiso sopra la tempesta? La tempesta del suo amore, la voce che tuona. Allora, per il Profeta, oggi, nel Battesimo del Signore, «Vox Patris intonuit», la Voce del Padre che ha tuonato: «Hic. Hic. Questo è il mio Figlio diletto». E lo diceva a ciascuno di noi, perché il Padre non può avere che l'Unico, l'Unigenito. E tutti i figli sono figli nel Figlio Unico.

Ma la parola del cantore, il Profeta, sembra in contrasto con la voce del profeta Isaia, oggi. Isaia viene dopo. O il Profeta ha suggerito all'altro profeta Isaia, o Isaia l'ha suggerito al Profeta cantore. Che cosa? «Non audietur vox eius foris». Ma se ha appena tuonato, la voce del Padre! Se il Signore è assiso sopra la tempesta, tuoni e folgori!

Il profeta Isaia dice: «Non sarà sentita la sua voce fuori». Ma non 'fuori' sulle piazze e le strade. Non sarà sentita fuori dal cuore, ma dentro che tuona, la voce del Padre e il gemito dell'anima.

Dice ancora Isaia: «Non erit tristis». Non sarà mai triste, Lui. Non sarà mai triste. Isaia, tu che sei il quinto Evangelista, non hai sentito l'agonia di Gesù, quando diceva: "Sono triste fino alla morte! Padre, perché mi hai abbandonato?". Come hai potuto dire: "Non erit tristis"?

Non sarà mai triste. E' la beatitudine infinita. Ed è beatissimo anche nell'agonia di sangue e nell'agonia di morte. Però, soggiunge anche il Profeta, «Oleo peruntus laetitiae». Il Padre l'ha unto, l'ha consacrato, il Cristo, con l'olio della letizia. Lo ha cosparso di olio: quell'olio che dal capo è sceso e ha intriso fino all'orlo anche le vesti.

Il capo è Lui. Le vesti siamo noi, la sua Chiesa. Cioè: tutto ciò che è suo è mio e tutto ciò che è mio deve essere suo.