Don Luigi Bosio
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Omelia del 09.02.1992

 

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Celebrazione Eucaristica della V Domenica del Tempo Ordinario (9.2.1992)

«Fragilitatis nostra humilitate tua et tua pietate fit sacramentum aeternitatis». La nostra fragilità, la mia fragilità, nella tua umiltà e nella tenerezza della tua pietà, diventa un sacramento di vita eterna. E' una gemma di inestimabile valore nel testo di questa Divina Liturgia. «Fragilitas nostra, fragilitas mea». Quale fragilità?

Se osassi dire: la tua fragilità, Signore; la fragilità delle tue creature, il pane e il vino Eucaristico, la tua vita nascosta, sepolta in profundum, nelle profondità del Mistero Eucaristico. La tua fragilità è sacramento di vita eterna. La mia fragilità, unita alla tua, «fit sacramentum aeternitatis», un sacramento di eternità, un grande segno, un grande dono di vita eterna. Se mi appoggio a Te, Eterno, anche io sono già eterno.

Accostiamoci a Lui, vicino al lago. In quel tempo... in quel tempo. Non tanto in quel tempo storico: in quel tempo profetico, in quel tempo che oggi è dono sacramentale. Questo lago è un mare di grazia, questa Celebrazione Eucaristica. Gesù stava presso il lago e sedeva, istruendo le folle. Un discorso lungo? Non credo. Difficile? Non credo. Molto semplice. Ad un certo momento il Signore dice: «Pietro, prendi il largo! Prendi il largo! Duc in altum! Dai forza e braccia ai remi, spiega le vele! Duc in altum, sali in alto! Sali in alto. Gettate le reti per la pesca». Signore, si vede che non sei esperto di pesca. Si pesca di notte. «Per totam noctem laborantes», abbiamo lavorato tutta la notte e non abbiamo preso nulla.

Senza di Te lavoriamo tutto il giorno, lavoriamo tutta la notte, senza prendere nulla. Ma con Te «laxabo retia in verbo tuo», getterò le reti sulla tua parola.

E se dicessi: getterò le reti sopra di Te. Sei Tu la Parola, sei Tu il Verbo. «Duc in altum». Prendi il largo, prendi il largo. «Veritas contemplatur non per verba sonantia, sed per lucem splendentem. In altum». La Verità si contempla «non per verba sonantia», un mare di parole, di discussioni, «non per verba sonantia, sed per lucem splendentem». C'è forse da aggiungere qualche cosa al sole? La Verità si difende da sè. «Lux splendens veritas. In altum», nella pace e nel silenzio.

E' un anno che abbiamo dedicato in particolare al silenzio. L'essenza dell'Essere lavora in silenzio. L'essenza dell'Essere lavora in silenzio. E per esprimersi ha bisogno di una sola Parola: l'Essere, il suo Verbo.

E se, nell'Eucaristia, a questa Parola unica, il Verbo avesse preferito il silenzio?

Divina Eucaristia, l'ultimo mistero in cui Egli può essere.