Don Luigi Bosio
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Omelia del 15.02.1990

 

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Celebrazione Eucaristica della VI Domenica del Tempo Ordinario (15.2.1987)

«Lo Spirito scruta tutto, anche le profondità di Dio». Dove sono queste profondità? Quali sono queste profondità di Dio? Le avete scritte a caratteri di fuoco nel vostro cuore, queste parole santissime dell'Apostolo. «Lo Spirito scruta tutto, anche le profondità di Dio». «Satis, Domine». Mi basta, Signore. Non so che gran fatica aggiungere altre cose a queste parole dell'Apostolo.

Vorrei dire con l'apostolo Filippo a te, Signore Gesù: «Ostende nobis Spiritum tuum et suffict, sufficit nobis». Filippo ha detto a Gesù: «Mostraci il Padre e ci basta». Io dico a te, Signore Gesù: mostraci il tuo Spirito e ci basta. Oppure la preghiera umilissima la rivolgo al Padre e al Figlio e dico loro: mostrateci il vostro Spirito «et sufficit nobis». Non abbiamo bisogno di altro.

Lo Spirito scruta le profondità di Dio. Tutto scruta! Persino le profondità di Dio. Lo Spirito Santo avvolge tutta la Liturgia di questa terra e del cielo. Possiamo cantare, perciò: «Pleni sunt caeli et terra Spiritu tuo». I cieli e la terra sono pieni del tuo Spirito, del tuo fuoco, del tuo Amore... Signore.

Alle parole dell'Apostolo aggiungo un'altra parola quando, confidando questa verità, Paolo sente il bisogno di buttarsi in ginocchio: «Flecto genua mea», «Mi butto in ginocchio, perché possiate comprendere la lunghezza, la larghezza, l'altezza e la profondità del suo amore». E' in questa profondità che io vedo come si rivela la paternità divina, quella paternità, quella divina paternità dalla quale discende ogni paternità in cielo e in terra. Quella paternità dalla quale discende la maternità divina di Maria, la maternità della Chiesa e la mia maternità.

Lo Spirito scruta tutto, anche le profondità di Dio.

La preghiera che ho cantato - e ho cercato anche di premere un po' il cuore e la voce - : «Fa' che noi, o Signore, tales existere, in quibus habitare digneris». Fa', o Signore, che noi esistiamo in modo tale, «in quibus habitare digneris», che tu possa abitare in noi. Una bellissima preghiera!

C'è poi in un'Antifona della Comunione, quasi direi una irruzione clandestina di una parola che fa molta impressione. L'Antifona dice: «Ci hai saziati, o Signore, in ogni nostro desiderio et non fuimus fraudati a desiderio nostro». Fraudati: non ci hai frodati, o Signore! Non ci hai defraudati. Ho detto una parola che fa come una irruzione clandestina, parlare di frode e frodare...

Veramente, o Signore, tu ci sazi e ci sfami e ci disseti così che non ci rimanga altra fame e altra sete che di te... fosse fino a morirne, di questa fame e di questa sete!