Don Luigi Bosio
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Omelia del 16.06.1985

 

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Celebrazione Eucaristica della XI Domenica del Tempo Ordinario (16.6.1985)

Così dice il Signore Dio: «Prenderò dalla cima del cedro e dalle punte dei suoi rami coglierò un ramoscello - è il profeta Ezechiele, oggi - e pianterò questo ramoscello sopra un monte alto, massiccio. Lo pianterò sul monte alto d'Israele. Metterà rami, darà frutti e diventerà un cedro magnifico. Sotto di lui gli uccelli dimoreranno e ogni volatile tra i suoi rami riposerà. Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore Dio, che umilio l'albero alto e innalzo l'albero basso, faccio seccare il legno verde e germogliare il legno secco. Io sono il Signore. Ho parlato e lo farò».

La foresta vergine. Entriamo. L'Apostolo direbbe - e io con lui: «Ubi scriba, ubi doctor, ubi conquisitor huius saeculi». Mandatemi qui un saggio, uno studioso, «conquisitor huius saeculi», la persona in questo secolo la più capace di discutere e di darci spiegazioni, che ci dica cosa vuol dire il profeta Ezechiele oggi. Un cedro magnifico, piantato su un monte alto, massiccio: è Lui, è qui. Siete voi, siamo noi, la santa Chiesa. Sotto questo albero, la nostra dimora. E tra i suoi rami e foglie e fiori e frutti, il nostro riposo.

«Mille grazie versando, o Luce Beatissima, vieni con il dono della tua Scienza, che ci apra gli occhi sul mistero sacramentale della Creazione! Mille grazie versando, passò per queste selve - è Giovanni della Croce - agile e snello. Mentre le andò guardando, solo con il suo bel Volto, fé che in esse ogni ben rimase accolto». 

«Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore Dio. Umilio l'albero alto e innalzo l'albero basso, faccio seccare l'albero verde e faccio germogliare l'albero secco. Io, il Signore, ho parlato. E lo farò». E' stato detto che questo passo del profeta Ezechiele è un saggio di Filosofia della Storia. Bello! Io direi anche che è un passo bellissimo di Teologia della Storia. Ascoltiamo ancora il Profeta (che visione!): «Io sono il Signore, il tuo Dio. Prenderò dalla cima del cedro e dalle punte dei suoi rami un ramoscello». Può essere Lui. Può essere anche Lei, la Vergine Beatissima. Siamo tutti noi. «E lo pianterò su un monte alto e massiccio. Lo pianterò sul monte alto d'Israele. Metterà rami, darà frutti, diventerà un cerdo magnifico. Sotto di lui gli uccelli dimoreranno - siamo noi - e ogni volatile troverà riposo. Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore Dio, che umilio l'albero alto, superbo e innalzo l'albero basso, umile; faccio seccare l'albero verde e faccio germogliare l'albero secco. Io sono il Signore. Ho parlato. E lo farò. Lo faccio». 

La visione e la profezia si compiono in questo momento, nel mistero Liturgico nella devotissima Celebrazione di questa Divina Eucaristia.