Don Luigi Bosio
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Omelia del 23.06.1985

 

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Celebrazione Eucaristica della XII Domenica del Tempo Ordinario (23.6.1985)

Un vivo ringraziamento ai Cantori della Schola Parrocchiale di Bosco Chiesanuova, i quali oggi sostengono il servizio liturgico, accompagnando con il canto questa devotissima Eucaristia. Auguriamo tante cose belle dal cielo, tante consolazioni. E lo sapete (e lo ricorderemo nella preghiera) che il Signore dà sempre il cento per uno. Penso che dia a loro il duecento per uno... il duecento per uno, perchè chi canta bene prega due volte.

«La Carità di Cristo ci spinge». Ripeto umilmente a memoria il tratto della Lettera ai Corinzi che abbiamo già ascoltato: «La Carità di Cristo ci spinge al pensiero che uno è morto per noi e quindi è morto per tutti. Ed Egli è morto perché quelli che vogliono vivere di Lui e della sua vita, vivano per Lui, morto e risuscitato per loro. Sappiamo ormai che non conosciamo più nessuno secondo la carne. E se una volta abbiamo conosciuto Cristo Gesù secondo la carne, ora non lo conosciamo più così. Quindi chi è uno in Cristo, vive una vita nuova; le cose vecchie sono passate e ora ne sono venute di nuove».

Un commento alle parole dell'Apostolo. Sono parole rocciose. Avete mai sentito definire delle parole così? Sono parole rocciose, scavate, cavate dalla roccia, da quella Pietra Viva che è Petra Christi, la Pietra di Cristo. O meglio - mi correggete voi - Petra Christus, da quella Pietra viva, angolare, che è Cristo Signore. Parole rocciose!

Ogni parola divina è come un'arca, l'Arca dell'Alleanza dell'Antico Testamento, che contiene questa Parola divina e arcana e che ci mette come un brivido, questa Parola arcana e piena di mistero, perché Dio è il contenuto di questa Parola: Lui l'ha suggerita e Lui vive dentro questa Parola. Dice l'Apostolo: «La Carità di Cristo ci spinge». Chi traduce anche: «La Carità di Cristo ci stringe». Forse è più esatto, perché nel testo greco originale questo urget in latino vuol dire che l'Amore di Cristo «ci possiede come schiavi». Schiavi liberissimi! Perché più ci tengono, ci trattengono, ci stringono le catene del vero Amore e più siamo liberi. «La Carità che ci tiene come schiavi». Testo greco.

Dice l'Apostolo: «Uno solo è morto per tutti. E noi tutti siamo morti», cioè siamo partecipi della sua morte. E il frutto della sua morte è la vita. Perciò siamo partecipi della sua morte, della sua vita divina. Dice l'Apostolo un'altra parola lapidea, lapidaria: «Secundum carnem». «Ora non conosciamo più nessuno secondo la carne. E se una volta abbiamo conosciuto Cristo Signore secondo la carne (l'Apostolo vorrebbe dire: "E io l'ho perseguitato perché non lo conoscevo, lo conoscevo soltanto secondo la carne"), ora non è più così».

Tu sei uomo, o mio Dio! Uomo-Dio, Dio-uomo! Non soltanto secondo la carne e come uomo grande quanto si vuole! Sei il mio Dio! E non ti conosco più secondo la carne, ma secondo lo Spirito, secondo il lume e il fuoco dello Spirito Santo.

E i Ministri del Signore, non conosciamoli secondo la carne! I Ministri del Signore: è stato detto che i Sacerdoti tengono, compiono un servizio centrale. Bello! Il centro della vita sacerdotale: questo! Un altro centro concentrico è il Ministero della Confessione. Sospingete i Sacerdoti a questo centro, a questi centri, fonte di vita di cui ha tanto bisogno, urgente bisogno.

Bisogna stare attenti a non essere degli intimisti, intimisti. «Bùttati fuori!». «Dove vuoi che mi butti, se so che sei dentro?», diceva Agostino. Ben stabilito, tienimi ben stabilito, come dice oggi la preghiera, «in soliditate tui amoris», nella solidità del Tuo amore.

Ripeto le parole dell'Apostolo: «La Carità di Cristo ci spinge al pensiero che uno solo è morto per tutti; e quindi tutti sono morti. E se uno è morto per tutti, coloro che vivono - noi - devono vivere soltanto per Colui che, morto e resuscitato, ha compiuto questo mistero per noi. Cosicché ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne. E se una volta conoscevamo Cristo secondo la carne, ora non è più così. E chi è uno in Cristo, è creatura nuova. Le cose vecchie sono passate e ora tutto è nuovo».

Sentite dove è Lui? Sentite dove siamo noi? Lo sapete che lo rendiamo perfetto? Lui! Perché siamo la pienezza del suo Corpo, il suo Corpo Mistico, la Chiesa. Un mirabile Sacramento, la stupefacente, stupenda rivelazione del suo Amore!