Don Luigi Bosio
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Omelia del 01.07.1990

 

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Celebrazione Eucaristica della XIII Domenica del Tempo Ordinario (1.7.1990)

«Iubilate!». Giubilate! Acclamate a Dio con voci di gioia! La Liturgia è mistero. Questa Celebrazione Liturgica è mistero, cioè un infinito dono di grazia. L'Eucaristia è la sorgente delle sorgenti della grazia. Il Salmo canta: «Omnes fons mei sunt in Te». Tutte le sorgenti alle quali attingo sono in Te. No: sono in Te, ma: Tu sei la sorgente di tutte le sorgenti. E dalla Tua fede, dalla mia e dalla vostra fede, e dalla vostra pietà zampilla l'acqua limpida, argentea, aurea, ignea che ci riporta fino al cielo. Zampilla «in sinu tuo», nel Tuo seno. Scaturisce una fonte dal Tuo cuore che ti fa zampillare e risalire fino al cielo.

«Beatus populus qui scit iubilatione!». Beato il popolo - è il Salmo responsoriale - che conosce questo giubilo! Giubilare nel Signore! Beati voi!

Abbiamo ascoltato - e ascoltiamo di nuovo - la nuovissima e deliziosa pagina dal Libro dei Re. Un Libro che parla dei Re. Lasciamo in pace la storia. Oggi il Re è il profeta Eliseo e la Regina è una signora facoltosa , una buona donna che offre ospitalità al Profeta. Re è colui che regge, e che regge se stesso, che comanda a se stesso, che vive nella legge e nell'ordine. E' Re colui che regge se stesso. E perciò regna su tutte le cose della terra. Il profeta Eliseo: il Re di questa pagina del Libro dei Re. Il Re, il profeta Eliseo, profeta  di cui dice quella buona donna: «E' un uomo di Dio, è un santo, colui che passa così spesso da noi. E' un uomo di Dio, è un santo». La Regina è la carità, che strappa ogni favore, la carità, l'amore. Forse anche il grande mistero della maternità.

Dice il Profeta a quella buona donna che non aveva figli: «Tra un anno tu porterai in braccio un figlio». La carità in noi opera il grande mistero della maternità, soprattutto della maternità mistica, della maternità nuziale. Ma soprattutto mistica: la maternità della Chiesa. 

Dal Libro II dei Re. «Un giorno il profeta Eliseo passava per ... dove c'era una donna facoltosa che lo invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, Eliseo si fermava da lei a mangiare. Disse la donna al marito: "E' un uomo di Dio, è un santo - io lo so - colui che passa spesso da noi. Prepariamogli una piccola camera, al piano di sopra dove abitiamo noi, e mettiamoci il necessario: un letto, un tavolo, una sedia, una lampada, in modo che, quando viene, possa ritirarsi in questa cameretta che costruiremo appositamente in muratura, per il Profeta". Recatosi un giorno il Profeta da lei, si ritirò nella camera e si coricò. Eliseo chiese al suo servo .... : "Cosa possiamo fare per questa donna che è tutta carità con noi?". Rispose il servo: "Povera donna! Lo sai? Non ha figli e suo marito è vecchio". Dice il Profeta: "Chiamala". La chiama. La donna si presenta e si ferma sulla porta. Eliseo le dice: "Nel prossimo anno, in questa stessa stagione, tu porterai in braccio un figlio"». Dono - dicevo prima - soprattutto della maternità mistica.

«Iubilate!». Giubilate! Cioè mettete in musica la fede e la vita, soprattutto con questa melodia angelica, la melodia gregoriana, definita 'canto sacramentale', definita 'canto carismatico'. Un canto che conduce a un passo appena dal silenzio, cioè alla contemplazione e all'estasi.

Abbiamo sentito camtare all'inizio: «Introduxit vos Dominus in terram fluentem lact et mel». Il Signore vi ha introdotti in una terra dove scorrono fiumi di latte e di miele, perché la vostra bocca - e la vostra vita - sia piena della sua lode.

Preghiere e auguri ai Cantori che prestano questo devoto servizio musicale. Ad essi la letizia e il giubilo del cuore. A tutti voi! A tutti voi «gaudium magnum pacis et iubilum cordis», il grande gaudio della pace e la letizia del cuore.