Don Luigi Bosio
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Omelia del 02.07.1989

 

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Celebrazione Eucaristica della XIII Domenica del Tempo Ordinario (2.7.1989)

«Ci hai fatti belli come il sole! Ci hai fatti belli come il sole!». E' l'accoglienza graziosissima della Madre ai suoi figli: la Liturgia, la Chiesa, la Madre a quelli che chiama, oggi, i 'figli della Luce'. Voi siete belli come il sole. La preghiera è la struttura portante della Liturgia. Dire struttura è una parola meno accetta, oggi.. struttura.. Allora diciamo una parola molto più bella: la preghiera è il mistero portante della Liturgia. Ciò che porta e ci offre in dono la Liturgia è il mistero, con il ministero sacerdotale e con il mistero del servizio sacerdotale di tutta la Chiesa: il mio ministero sacerdotale, il vostro mistero di servizio sacerdotale. Difatti oggi la Chiesa dice che siamo trovati degni, capaci di offrire 'divina servitia', divini servizi, un divino servizio, un servizio sacerdotale. Il servizio dell'amore e - come dice oggi l'Apostolo - il servizio della vera libertà.

Ascoltiamo l'Apostolo. Dalla Lettera dell'Apostolo Paolo ai Galati: «Cristo Signore ci ha liberati, perchè restassimo liberi. State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Voi, infatti, siete stati chiamati a libertà, purchè questa libertà non divenga pretesto per vivere secondo la carne, ma, mediante la carità, siate al servizio gli uni degli altri. Tutta la legge, infatti, trova la sua pienezza in un solo precetto: "Amerai il prossimo tuo come te stesso". Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri. Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito, perchè, se siete guidati dallo Spirito, non siete più sotto il giogo della legge».

La vera libertà, come è libero Lui. E' stato scritto, bene: "Perchè una volontà, la mia volontà sia libera, deve esserlo all'interno di una gerarchia". Sono libero, quando ubbidisco a Lui. Allora sono libero. Il primo libero è il Figlio, nella Beata Trinità. Nasce per infinita libertà e volontà e amore del Padre. Il Padre e il Figlio, in somma libertà e amore infinito, effondono tutta la loro pienezza nello Spirito Santo, che diventa - per così dire - servo, libero servo d'amore al Padre e al Figlio.

L'altro atto di obbedienza del servo di Jahvè, il Signore Gesù Cristo, «factus obediens usque ad mortem», fatto ubbidiente fino alla morte, l'atto sommo di libertà nel compiere la volontà del Padre è stato quando il Signore è morto, sulla morte di croce.

E l'altra libertà, l'obbedienza delle obbedienze: la Santissima Eucarestia. Chi è più libero di Lui?

Si dice qualche volta, ma non è esatto, che il Signore Gesù, nell'Eucarestia, è prigioniero d'amore. E' liberissimo! Sta lì per la sua libertà, libertà divina e infinito amore, perchè la vera libertà è quando il Signore ubbidisce a se stesso, e la vera carità, proclamata oggi dall'Apostolo: «Amerai il prossimo tuo come te stesso» è quando il Signore ama se stesso in noi. Amando voi, amo Lui. Amando me, amate Lui. «Amatevi come io vi ho amato».

Ascoltiamo di nuovo la parola dell'Apostolo e concludiamo. «Fratelli, il Signore Gesù Cristo ci ha liberati perchè restassimo liberi. (C'è un solo male, uno solo: non voler bene al Signore!) State saldi, dunque, e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Siete infatti stati chiamati a libertà, purchè questa libertà non divenga pretesto di vivere secondo la carne (parola austera, dura: vivere secondo la carne) ma, mediante la carità, siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge, infatti, trova la sua pienezza in un solo precetto: "Amerai il prossimo tuo come te stesso". Amatevi come io vi ho amato. Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi per nulla gli uni gli altri. Vi dico ancora: camminate secondo lo Spirito; se siete guidati dallo Spirito non siete più sotto la legge».

Se siete portati dall'amore, correte, volate, vivete, felicissimi e liberi sulle ali dell'amore.