Don Luigi Bosio
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Omelia del 13.08.1989

 

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Celebrazione Eucaristica della XIX Domenica del Tempo Ordinario (13.8.1989)

«Signore, guarda il tuo testamento». Sono qui per dettare legge al mio Signore e gli dico: «Respice in testamentum tuum». Sono le prime sante parole della Celebrazione Eucaristica, l'Antifona all'inizio. Guarda, Signore, il tuo testamento. Leggi e rileggi il tuo testamento. Vedi quali ricchezze ci hai lasciato in eredità. Sono tanto povero... No! Ero tanto povero. Adesso sono molto ricco, perché sono ricco della tua stessa ricchezza. Tu sei tanto ricco quanto sei stato povero. Così anch'io: sono tanto ricco quanto sono povero per te.

Continua il Salmo: «Iudica causam tuam», giudica la tua causa. Difendi non la mia causa, ma la tua causa difendi, o Signore! Vuoi giudicarmi? Vuoi giudicarmi? Giudicami, ma prendi le mosse dalla tua misericordia e difendi la tua causa. Rileggiamo insieme il testamento? Lo rileggiamo insieme?

Dal Libro della Sapienza (avete sentito che il testo sacro è già stato proclamato nella Celebrazione): «La notte della liberazione, la notte pasquale della liberazione dall'Egitto, dalla schiavitù, Tu desti al tuo popolo, o Signore, una guida con la colonna di fuoco, per un viaggio sconosciuto e una colonna di nube per il sole innocuo, perché non fossero bruciati dal sole attraverso il deserto, per il loro glorioso emigrare: la gloriosa emigrazione dalla schiavitù alla libertà. Questa liberazione è stata annunciata anche ai nostri padri, perché sapendo a quali promesse hanno creduto, stessero di buon animo». Stiamo di buon animo, sapendo quali promesse ci sono state fatte e quali ricchezze ci sono state lasciate in eredità. «Il tuo popolo si affidava alla salvezza dei giusti e allo sterminio dei nemici». Ebbene, invece di dire lo sterminio dei nemici, diciamo lo sterminio del male. La salvezza dei giusti è lo sterminio dei tuoi nemici. «Infatti, come punisti gli avversari, così hai coperto di gloria i giusti, chiamandoli - e chiamandoci - a Te. I santi, figli dei giusti, offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi, questa divina legge: i santi parteciperanno ugualmente, con i loro sacrifici e le loro preghiere, ai beni e ai pericoli di tutto il popolo. Però invocheranno sempre, prima, il canto di lodi a Dio e ai padri». 

Questo è il testamento. Lo rileggiamo insieme con Te, o Signore. E' tutto un prodigio, l'Antico e il Nuovo Testamento! Invece di dire è tutto un prodigio, dirò è tutto un mistero. Tutto un mistero che diventerà poi sacramento nel Nuovo Testamento.

Sant'Agostino dice: «Ab altitudine divinitatis ad misericordiam humanitatis». Dall'altezza della tua divinità alla misericordia della tua umanità, nel sacramento della tua umanità. Tutto un prodigio! Tutto un mistero e un sacramento! La colonna di fuoco, la colonna di nubi, la manna, il Mare Rosso, la terra promessa. Poi l'approdo a Betlemme, l'approdo a Betlemme. E la scelta di un appartamento per la sua dimora: un appartamento piccolo piccolo, un mini-appartamento, quasi per lasciare posto e spazio a noi.