Don Luigi Bosio
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Omelia del 17.07.1988

 

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Celebrazione Eucaristica della XVI Domenica del Tempo Ordinario (17.7.1988)

Dal Libro del profeta Geremia. Il profeta Geremia che piange i suoi lamenti, le sue lamentazioni sopra la distruzione della città santa di Gerusalemme e la dispersione, l'esilio e la schiavitù del popolo eletto. Un libro denso di storia, storia dolorosa, molto dolorosa. Quando dico però libro di storia mi sento mortificato. Libro di storia... Denso di storia. E' vero, ma mi sento venir meno le forze. La storia. Dirò - per poter lasciare spazio al cuore e alle labbra - dirò che è un libro denso di mistero, un libro denso di mistero.

E in quel pianto desolato la promessa del Profeta: «Verrà il germoglio dalla radice di Jesse, la verga spunterà (la Vergine Madre!). Un bel fiore su quella verga: Lui, il Giusto. E quello che è stato detto allora dal profeta Geremia, mille e mille e più anni, è stato detto per me, è stato detto per voi, è stato detto per Lui. In Lui c'eravamo anche noi, in quel Giusto, divinamente Giusto, il Messia tanto desiderato, tanto atteso.

Dice il Profeta. Non è lui però che lo dice e si affretta e lo dice frequentemente nel suo Libro: «Oracolo del Signore. Non sono io che vi dico queste parole». Oracolo del Signore: è Lui che parla. A chi parla, oggi, ieri, domani? Ai pastori e alle pecore. Ai sacerdoti e ai fedeli. E piange, piangeva, piange sulla dispersione di pastori e di conseguenza sulla dispersione delle pecore. Il Profeta, che piangendo e rivolgendosi ai pastori dice: «Il Signore vi visiterà, con tutta la sua divina serietà. Vi visiterà». Vi visiterà: il testo antico della Volgata dice: «Super studia vestra», sopra i vostri studi. Il testo nuovo della Volgata, la nuova Volgata dice: «Super opera vestra», sopra le vostre opere. E' più esatto. Ma, ad litteram, anche secondo la Volgata antica, «super studia vestra». Quanti studi! Quanta scienza! Con tutto il rispetto... Quante fatiche!

Rivolgendosi alle pecore, ma anche ai pastori, dice: «Convertam vos ad rura vestra». Rura, che bel termine! Chissà che il Poeta classico non sia andato ad attingere al profeta Geremia, quando dice: «Cecini pascua, cecini rura». Ho cantato i pascoli, ho cantato le campagne. Dice il Profeta: «Ritornate, convertitevi e ritornate alle vostre campagne!». «Ad rura vestra», alle vostre campagne, ai vostri pascoli, a contemplare e godere della bellezza della natura. Questa natura vaghissima, come creatura del Divino Creatore, oggi si trova come svanita... svanita, quasi svenuta... quasi svenata da certi strumenti scientifici  destinati a distruggere tutto. Natura svanita... quasi svenuta e svenata. Ritornate alla bellezza della natura, ai vostri pascoli, ai prati, alle selve, alle campagne, in ammirazione e adorazione di quanto il Signore ha dispensato a voi di grazia, di tenerezza e di predilezione.

E ai pastori! Ai pastori... Ritornate nei recinti sacri dei vostri prati di Ministero Sacerdotale! Sacerdoti! Sacerdoti. «Vi visiterò per tutte le vostre fatiche. Vi visiterò... (segue una parola che non pronuncio, ma la potete leggere nel testo, oggi). Vi visiterò con tutta la mia serietà e la mia severità». Le vostre fatiche... Vi stancate troppo! Vi sfinite troppo! Ritornate ai pascoli del vostro Ministero Sacerdotale!

Pastori e pecore. La suprema ragione studi la somma, la suprema legge: la fede, la carità. «Suprema lex, plenitudo legum», la somma di tutte le leggi. «Suprema ratio, fides». Fides, l'atto supremo dell'intelligenza. Bisogna che l'amore faccia indietreggiare la scienza, che la preghiera faccia indietreggiare le troppe fatiche, che il silenzio faccia indietreggiare le troppe parole, e che l'umiltà, la nostra incapacità a tutto - nel piano della grazia specialmente - lasci il passo libero a Lui, perchè «senza di me non potete fare nulla!».

Il compendio di tutta la storia? Basteranno pochissime parole! Pochissime parole! Basterà una Parola. Unum Verbum. Basterà il silenzio. Magnum silentium, il silenzio grande, il gran silenzio, il sacro silenzio, l'immenso, dignitosissimo silenzio della sua Eucaristia.