Don Luigi Bosio
Fine Menù
Omelia del 30.07.1989

 

  • Versione Pdf
  • Stampa
Celebrazione Eucaristica della XVII Domenica del Tempo Ordinario (30.7.1989)

«Questo luogo è santo». E' il primo versetto di canto della Celebrazione Eucaristica. «Deus in loco sancto suo». Questo luogo è santo. Perchè è santo? «Deus in loco sancto suo». E' Lui il proprietario, il costruttore, l'ospite di questo tempio, di questo luogo.

Questo luogo è santo. Io vedo una bella composizione d'arte, vedo delle pietre ben composte, solide. Ma oltre quello che vedo, so che è costruito con pietre vive, pietre vive. Pietra su pietra. O meglio: pietre su pietra. Ma non siamo molto numerosi: anche tutta la Chiesa, come tempio santo costruito da queste pietre vive, ma non siamo molti e molte pietre. «Una petra: Christus». Una sola Pietra, Pietra vivissima. Per questo il Profeta esclamava: «Stant pedes nostri in atriis tuis, Ierusalem!». Stant: come stanno sicuri i nostri piedi nei tuoi atrii, o Signore, nel tuo Tempio! E' ancora il Profeta, quando esclama: «Posuisti pedes meos super petram». Hai posto i miei piedi sopra la pietra.

Questo luogo è santo. E in questo luogo santo c'è un punto quasi sconosciuto, quasi dimenticato, quasi invisibile, quasi inaccessibile. Non è un luogo santo: è il Santissimo. Non 'luogo santissimo': è il Santissimo, nella sua umilissima presenza eucaristica.

Questo luogo è santo. Sei Tu il tempio, o Signore. Sei Tu. E noi con Te, facciamo Corpo con Te. Voi siete il Corpo Mistico. Non: siamo entrati nel tempio. Non: entriamo nel tempio, ma siamo entrati nel mistero. Siamo entrati nel mistero del Corpo Mistico. Non nel tempio, ma nel mistero. Così siamo mistero gli uni agli altri: Voi mistero per me; io mistero per voi. E così per tutta la Santa Chiesa della terra, del cielo e degli abissi.

Con l'Incarnazione, il mistero dell'Incarnazione del Verbo, non c'è più nulla di così divino come ciò che è umano! Il nostro corpo è divino! Non c'è nulla di più divino del nostro corpo divinizzato, fatto divino. E' tutta l'umanità divinizzata. E' tutta la creazione divinizzata ed eternizzata in questo mistero.

Ho detto: nulla di più divino di ciò che è umano. Posso anche dire: nulla di più umano di ciò che è divino. Nulla di più naturale di ciò che è soprannaturale. E se al naturale manca il soffio, il palpito del soprannaturale... il nulla... il nulla.

Voi siete il Corpo di Cristo. Quando il Sommo Dottore, il Dottore del Corpo Mistico, esponeva questa dottrina ineffabile ai suoi fedeli, diceva: «Guardate l'altare: là c'è il vostro mistero». Un pane, un calice... Un pane, macinato e cotto, fatto con molti chicchi di grano. Un pane solo, un solo calice. Sull'altare c'è il vostro mistero. E quando vi avvicinate e ricevete questo mistero, ricevete il vostro mistero, il mistero che voi siete.