Don Luigi Bosio
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Omelia del 23.08.1987

 

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Celebrazione Eucaristica della XXI Domenica del Tempo Ordinario (23.8.1987)

«China il tuo orecchio a me, o Signore. Piega il tuo orecchio alla mia preghiera». E' l'Antifona, il canto di inizio di questa Celebrazione Eucaristica. E abbiamo cantato un'Antifona che, nel senso e anche nelle parole, riflette e ripete questa preghiera e questo canto di inizio. Abbiamo cantato: «Inclinavit Dominus aurem suam mihi». Il Signore ha piegato il suo orecchio alla mia preghiera. Così distante è il Signore, per poter intendermi, sentirmi? O sono io che sono così lontano? E allora il Signore si avvicina e con tenerezza ineffabile piega il suo capo e il suo orecchio qui vicino, per sentire meglio la mia preghiera e il mio canto.

Quanto deve discendere? E' Lui che deve discendere e io salire? Piuttosto, dice il Signore: «Scendi, scendi in un abisso così profondo dove io ci posso stare tutto. Discendi!».

Io grido a te (è ancora l'Antifona, il canto di inizio) tota die, da notte a notte. Grido continuamente a te, o Signore. Sei tanto alto! L'Apostolo, rapito in estasi, esclama: «O altitudo! O altitudo sapientiae et scientiae Dei!». Abbiamo ascoltato la parola dell'Apostolo: «O profondità della sapienza e della scienza di Dio!».

Quanto devo discendere, così da poter essere riempito, sempre secondo la preghiera dell'Apostolo, della stessa pienezza di Dio? Scendere come è sceso Pietro.

«Chi dice la gente che io sia?». Rivolgere al mondo oggi questa domanda... (a voi sarebbe proprio una grande gioia!). Quale risposta c'è da aspettarsi?

«Chi dice la gente che io sia?». Pietro è col volto a terra e gli grida: «Sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!».

Tutta la Liturgia, tutta la vita è questa, è qui. Tanto devo discendere da gettarmi ai piedi suoi e singhiozzando e gemendo ripetergli: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!».

Gli dice Gesù: «Pietro, come hai potuto rispondermi così? Non la carne, non il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio Celeste».

La carne e il sangue... Forse sei di una discendenza nobile, di un casato distinto, forse, Pietro pescatore? Forse il sangue non te l'ha rivelato, cioè tutti gli studi, la cultura che avrai accumulato durante la tua vita. Pietro, non la carne, non il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre, il Padre mio che è nei cieli. E tu sei Pietro. Pietro! Pietro è ciascuno di noi, qui, con la fronte a terra per questa stupenda professione di fede e di amore.

«Pietro, premi il piede sopra questa Pietra - Gesù gli dice - sopra di me, sopra questa Pietra. E' una pietra durissima! Durissima! E se tu premi non soltanto il piede, ma premi anche il tuo cuore, su questa pietra durissima, chissà, comincerà a fluire e zampillare latte e comincerà a stillare e trasudare miele».