Don Luigi Bosio
Fine Menù
Omelia del 27.08.1989

 

  • Versione Pdf
  • Stampa
Celebrazione Eucaristica della XXI Domenica del Tempo Ordinario (27.8.1989)

Il canto della Liturgia è l'amore in bellezza. E incomincia a piene voci, a coro immenso, con questa Antifona del momento eucaristico: «Con il frutto delle tue opere, o Signore, Tu sazi la terra, cioè sazi la fame di tutta la terra. Sai trarre dai campi il pane con un prodigio meraviglioso della tua Provvidenza e con un po' di vino rallegri il cuore dell'uomo».

Così ci può bastare: un pane con un po' di vino. Ad ali spiegate, a penne robuste e aperte, in luce divina del mistero di fede di questa Liturgia, ci basta la tua Eucaristia: un po' di pane. E la tua vita. Cioè ci basta aver fame e sete di Te, per sentirci sazi, felici invitati a questo banchetto regale e nuziale, soprattutto nuziale.

Nutriti dal cibo e dalla disciplina della tua Legge, questo cibo dell'austerità del sacrificio, nel merito dell'ubbidienza, nella pietà materna della Chiesa, eccoci alla parola dell'Apostolo:

«Fratelli, avete dimenticato l'esortazione che vi è stata rivolta come a figli?». E' la parola dell'Apostolo proclamata in questa Celebrazione. «"Figlio mio, non disprezzare la correzione del Padre, e non perderti d'animo quando Egli ti richiama; perché il Signore ama, corregge  colui che ama e sferza chiunque chiama al suo servizio. Lo sferza". La correzione vi affligge. Dio è Padre e vi tratta come figli. Qual è quel figlio che non viene corretto dal Padre? In verità, ogni correzione, al momento in cui ci viene data, non sembra causa di gioia ma di tristezza. Ma dopo arreca frutto di pace e di giustizia per quelli che per suo mezzo sono stati addestrati. Perciò rinfrancate le braccia cadenti e le ginocchia infiacchite, fate passi diritti. Il piede zoppicante, che non diventi, con l'abitudine, lo storpio; ma piuttosto che abbiate da guarire».

Il merito dell'ubbidienza, l'austerità della disciplina cristiana, il merito della tua ubbidienza e l'esempio del dono della tua vita. L'ubbidienza: la tua o la mia? La mia nella tua! Lui, il Padre, non ha risparmiato nemmeno Te! Non ha risparmiato nemmeno Te. E Tu, da tutto quello che hai sofferto, lo sai che cosa vuole dire ubbidire. Camminate a passi diritti, perché il piede zoppicante non venga a storpiarsi, ma spediti e veloci, bene addestrati alla corsa.

La parola scritta dal grande Cantore della musica sacra, Agostino, ai carissimi cantori della Parrocchia di Belfiore d'Adige. Lasciamo loro un dono di preghiera e di santo affetto, per l'esemplare servizio liturgico prestato in questa Celebrazione.

Agostino dice: «Nei tuoi cantici divini, anche il pianto non è senza gioia. Anche il pianto non è senza gioia». Sì, della bellezza e della gioia, nella Liturgia ce n'è in sovrabbondanza! Dalla piccola e umile terra agli altissimi cieli!