Don Luigi Bosio
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Omelia del 30.08.1987

 

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Celebrazione Eucaristica della XXII Domenica del Tempo Ordinario - Solennità della Dedicazione della Chiesa Cattedrale (30.8.1987)

Oggi è Domenica, la Domenica XXII del Tempo Liturgico durante l'anno. Sopra questa Domenica fiorisce, sboccia un fiore meraviglioso, nella Liturgia Domenicale: la Dedicazione del Tempio. In particolare, la Solennità che prevale anche sulla Celebrazione Domenicale: la Solennità della Dedicazione di questa Chiesa Cattedrale. Un tempio di pietra sostenuto da una Pietra viva. E la Pietra viva è Lui. Tu sei Pietro, ma sono io la Pietra. E sostengo te, Pietro. E su questa Pietra e su te, Pietro, e sulla mia Chiesa fiorisce lo splendore di questa Chiesa Cattedrale.

Per questo ho detto che è Celebrazione Domenicale, perché Lui sostiene l'edificio di pietra: Lui, la Pietra viva. Petra Christus. Una bellezza che ci rapisce. E lo canta la Chiesa nell'Orazione Domenicale, quando ci invita a pregare così: «O Signore, da te viene ogni cosa ottima». «Cuius est totum quod est optimum». Ogni cosa buona, ottima, viene da te. Ti preghiamo di inserire «in pectoribus nostris», nei nostri petti, nei nostri cuori, l'amore del tuo nome. Inserire, innestare in noi, incarnare in noi l'amore del tuo nome, l'amore per il tuo amore. Sì, l'amore per il tuo amore, l'amore per la bellezza del tuo amore e l'amore per la tua bellezza. Che stupenda preghiera!

E da questa Liturgia è rapito - sempre nella Liturgia Domenicale - il profeta Geremia, quando dice al Signore, con molto ardimento: «Mi hai sedotto». Sapete che cosa vuol dire 'sedurre' nel testo sacro? «Mi hai sedotto, Signore, con la tua bellezza e il tuo amore. E io mi sono lasciato sedurre, mi sono lasciato come dolcemente ingannare dal tuo amore».

Sono realtà mistiche, vivissime. Tutto parla, tutto canta questa bellezza e questo amore.

Oggi - non metto una nota meno bella, meno luminosa - c'è l'invasione della superficialità, l'invasione della superficialità... Ci perdiamo nell'apparenza delle cose, senza cercare questa sostanza, che è divina: la sostanza del mistero. Si è arrivati a dire che il mistero è un angolo buio dove si annida la religione. Che offesa! Che offesa! Il mistero, che è infinita luce e amore, si definisce un angolo buio, dove non si capisce più niente, dove non si vive e non si vede più niente. Il mistero: un angolo buio dove si annida la religione. Che offesa!

Sant'Agostino (è ancora aperta la sua lode in quest'anno centenario della sua conversione e del suo Battesimo) ecco una bella parola della 'Stella dei Dottori'. Sant'Agostino dice: «Bisogna aprire il tetto». Quel paralitico non sapevano come portarlo davanti al Signore. Sono saliti sul tetto. Hanno aperto il tetto e hanno lasciato calare il paralitico nella sua lettiga, davanti a Gesù. Bisogna aprire il tetto e trovarci davanti a Lui. Allora si compie, non dico il miracolo: si compie il mistero. Aprire il tetto.

Quando siamo invitati a coprire di rispetto e di venerazione la Chiesa, questa Chiesa Cattedrale in modo particolare, «expressum est sacramentum, non inchoatum est sacrliegium», dice ancora sant'Agostino. Ci è stato rivelato un sacramento, non ci è stato messo davanti un sacrilegio, una specie di idolatria. E' che dobbiamo adorare queste colonne, queste pareti, questo altare! Anche l'altare, molto bello, che verrà inaugurato tra pochi giorni per lo splendore della Celebrazione Liturgica. «Expressum est sacramentum»: segno sacro. Tutto diventa sacro e divino e un segno della sua presenza.

In tutto, anche nelle arcane parole che abbiamo udito e udiremo ancora durante la Celebrazione Eucaristica, «vocem Christi intellegamus», sentiamo che è Lui che parla: il Verbo! La sua voce. E cercate di vedere e sentire nella sua voce la presenza sua come Capo e la presenza del suo Corpo, che è la Chiesa. E' la sua stessa voce: la sua con la nostra e la nostra con la sua.

Aggiunge ancora il Santo Dottore: «Nolite separare Sponsum a Sponsa». Lo Sposo: Lui. La Sposa: noi. Non separate lo Sposo dalla Sposa!

Ora lo sentite, vero? Vivete questo splendido mistero della Dedicazione della Chiesa, quando l'Apostolo dice: «Non lo sapete che siete il tempio di Dio?». E ci mette un punto interrogativo. Volete che lo togliamo?

Voi lo sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito Santo dimora in voi!