Don Luigi Bosio
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Omelia del 01.09.1985

 

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Celebrazione Eucaristica della XXII Domenica del Tempo Ordinario (1.9.1985)

«L'offerta, l'oblazione sacra contenuta nel mistero si compia per noi con la potenza del tuo Spirito». La preghiera la canteremo all'offerta. «Quod oblatio sacra mysterio agit, virtute compleat». L'offerta, l'oblazione, azione sacra. Più che azione mi piace dire atto sacro, atto divino. Non compiuto da me o da voi: è Lui che lo compie questo atto, con la potenza del suo Spirito. «Quod mysterio agit», contiene, nasconde, rivela questo frutto che poi spetta allo Spirito offrire in dono a noi. Così tutta la Trinità Santa è chiamata in causa: il Padre, il mistero dell'Amore Eterno, l'azione sacra, il magnum pietatis sacramentum, l'Incarnazione e la Redenzione del Figlio Divino. E lo Spirito Santo che accende e alimenta e fa divampare questo fuoco sacro in noi. Quasi mi viene suggerito di dire, con tutto il rispetto per il testo sacro: «Mysterium agit», agisce; quasi «Misteryum agitat». Che dico? «Agitatur», viene come agitato, agisce. In quale senso? Nel senso dell'Apocalisse: molte acque premono in questo mistero, «aquae multae». O - come dice il Salmo - l'impeto del fiume che preme. Le avvertite le onde? Vi lasciate travolgere? Lasciatevi sommergere! Anche perché desidero accostare questa parola del testo liturgico alla testimonianza dell'Apostolo, quando nella Lettera ai Romani dice: «Qui Spiritu Dei aguntur, hi sunt filii Dei». Quelli che sono mossi, spinti dallo Spirito, sono questi i veri figli di Dio. «Aguntur. Qui Spiritu Dei aguntur». Ecco perché ho detto che il mistero agisce: è come un mare agitato ma pacifico, pacifico, un oceano pacifico, di nome e di fatto.

Israele, ascolta! E' Mosè, l'antico Mosè. Ascoltiamo un nuovissimo Mosè che è qui. Egli dice: «Israele, populus videns Deum». Israele vuol dire: colui che vede Dio. Israele, ascolta! Ecco le Leggi del Signore. Le accogli. Non aggiungere nulla, non togliere nulla a queste Leggi. Ubbidisci. Tutti diranno di te (lo dicono di voi): «Che popolo saggio! Che grande nazione voi siete, o nuovo Israele! Veramente nessuna nazione ha mai avuto il suo Dio così vicino come l'abbiamo noi!». E qui, un nodo di pianto... Il palpito è la Divinissima Eucaristia. Quando il Dottore Angelico ha steso l'Ufficio Divino Eucaristico del Corpus Domini, ha steso, per così dire, la sua trama su queste parole del Deuteronomio: «Nessuna nazione ha avuto il suo Dio tanto vicino come l'abbiamo noi». «Pange, lingua, gloriosi Corporis mysterium!». Pange, canta, o lingua, il mistero del glorioso Corpo del Signore! «Tantum ergo» - è l'Ufficio Divino di Tommaso d'Aquino - «Tantum ergo sacramentum veneremur cernui». Tantum vuol dire un così grande sacramento. Cernui: prostrati con la fronte nella polvere, adoriamolo. Fede, «victoria magna mundi», la grande vittoria del mondo. La tenete in pugno, sicurissimi. Rivelazione... Rivelazione è vedere con gli occhi di Dio. Vedere con gli occhi di Dio. Come si può vedere l'invisibile altrimenti? Cercare Dio: questo è Dio. Cercate Lui? Perché lo cercate? Ma perché è Lui in voi che cerca se stesso. Non lo cerchereste. E più avete fame! Ed è Lui che è divorato da questo desiderio di essere cercato e amato.

Alla fede il palpito e la fiamma della carità. Quando i giorni scorsi abbiamo celebrato la Liturgia di Sant'Agostino, è detto di lui, nella preghiera della Chiesa: «Amanter alta scrutatus est». Ha scrutato le cose alte, amanter, sciolto, liquefatto in amore. Altrimenti quello che rimane qui... la nostra testolina incomincia a pesare e rimaniamo schiacciati. Amanter, sciolto, liquefatto nell'amore. Preso da questo fuoco e liquefatto  dalla luce della fede e dal fuoco della carità, lascia tutto! Lascia tutto! Hai delle sostanze? Tienile, sappi usarne bene. Ma poi il tuo cuore libero! Libero! Lascia tutto e avrai tutto! Soprattutto lascia te stesso e avrai Lui e sarai Lui. E sarai Lui! Poi giù a terra, giù a terra, con Giovanni Battista. Abbiamo ricordato la sua passione e il suo martirio, i giorni scorsi, nella Liturgia. Siamo vicini a lui. Ascoltiamo e ripetiamo la sua parola e la sua preghiera. Lui diceva di essere l'amico dello Sposo. Dite che siete la Sposa dello Sposo, la Chiesa. E dite a Lui: «Tu devi crescere. Tu devi crescere! Io devo diminuire. Tu devi crescere. Io devo diminuire». Mirum! Tutto ciò è veramente meraviglioso!

Saluto la Vergine Beatissima, con voi, perché siamo nella novena della Madonna del Popolo, in preparazione alla Solennità di Domenica, il Natale Mariano. Il versetto del Salmo 44: «Gloriosa nimis, filia Regis intrinsecus, concupivit Rex speciem tuam». Gloriosa nimis. Oh! Quanta gloria hai, Maria! Fin troppa! Gloriosa nimis, o Figlia del Re. Dentro! Dentro! Intrinsecus. E il Re ti ha visto bene! E lo stesso Re Divino si è invaghito di Te!