Don Luigi Bosio
Fine Menù
Omelia del 15.10.1989

 

  • Versione Pdf
  • Stampa
Celebrazione Eucaristica della XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (15.10.1989)

Dal Libro dei Re: «Naaman Siro scese e si lavò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell'uomo di Dio, il profeta Eliseo, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovanetto; egli era guarito. Naaman tornò, con tutto il suo seguito, entrò e si presentò al Profeta e disse: "Ebbene, ora so che non c'è Dio su tutta la terra, se non in Israele. Ora accetta un dono dal tuo servo". Disse il Profeta: "Non lo prenderò; per la vita del Signore, davanti alla cui presenza io sto, non lo prenderò". Naaman insisteva perché lo accettasse, ma egli rifiutò. Naaman allora disse: "Se non lo vuoi, sia permesso almeno al tuo servo di caricare una parte di terra, quanta ne possono portare due muli, perché il tuo servo non vuole più prendere impegni per olocausti o sacrifici ad altri dei, se non al Signore"».

Adesso la fatica... Risalire nei tempi, nella notte dei tempi, tremila anni circa, il tempo di Naaman Siro e del profeta Eliseo. «Pondus diei, pondus annorum et pondus saeculorum». Che peso risalire tutti questi tempi, e ricomporli e riordinarli nella cornice della storia! Mentre d'un balzo, lievissimo e agilissimo, senza disturbare nessuno, né uomini, né libri, entro nella luce della profezia: d'un balzo lievissimo, agilissimo, con tutta la storia convertita e rivelata qui nella grazia del mistero e del sacramento.

Naaman Siro, un generale delle armate del re di Siria, colpito dalla lebbra. Il profeta Eliseo e l'umiltà dell'uomo di Dio. Naaman sente dire da una giovinetta, portata schiava in Siria dalla Palestina, un'ebrea, che c'è in Palestina un uomo di Dio, il profeta Eliseo. Naaman parte con il suo seguito, si presenta al Profeta e chiede la guarigione. Il Profeta gli dice di tuffarsi nel fiume Giordano per sette volte. Lui è un po' restio e fa qualche osservazione al Profeta, ma poi ubbidisce.

Il Profeta è qui. Il profeta Eliseo? Non c'è il profeta Eliseo: c'è il Profeta dei profeti, il Signore Gesù, che ha compiuto tutte le profezie. E' qui! Naaman Siro lebbroso, è qui nell'infermità e nella fragilità della condizione umana. Ascoltiamo ancora questa parte del Libro dei Re. Lo Spirito Santo: tocca a Lui insegnare quello che nasconde, contiene e dona questa Celebrazione Liturgica, lo Spirito Santo.

«Naaman Siro andò, scese e si tuffò sette volte (numero mistico, numero plenario) nel Giordano; e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto. Egli era guarito. Allora tornò con tutto il suo seguito dall'uomo di Dio (il Profeta: l'uomo di Dio). Tornò, si presentò a lui dicendo: "Ebbene, ora so che non c'è altro Dio su tutta la terra se non il Dio di Israele. Ora, dal tuo servo Naaman accetta un dono". Il Profeta risponde, seriamente e quasi severamente: "Per la presenza di Dio e la vita del Signore, non prenderò il tuo dono". Allora Naaman insisteva perchè lo accettasse. Ma il Profeta si rifiutò. Naaman allora disse: "Se proprio non lo vuoi, sia permesso al tuo servo (c'è tanta umiltà anche in questo generale Naaman!), se è permesso al tuo servo, io vorrei caricare tanta parte di terra, di questa terra della Palestina, quanta ne portano due muli (due o tre quintali) e portarla in Siria e costruire un altare, perché tutti sappiano che il tuo servo non vuole più compiere un olocausto o un sacrificio ad altri dei, se non al Signore"».

Il fiume Giordano... Ma è qui che scorre! Come scorrono i fiumi delle acque di Siloe. «Flumina Siloe vadunt in silentio», dice il profeta Isaia. Le acque del Signore scorrono nel silenzio e anelano di gettarsi nel mare del silenzio. Qui non c'è un fiume: qui bastano alcune gocce di sangue...

«Ora so, ora so - che bella confessione! - ora so che non c'è Dio su tutta la terra, se non in Israele». Non c'è altro Dio se non in Israele. Ora so, una volta di più, che non c'è Dio, se non in Israele. Israele! Israele! Il vero Israele, questo Israele. «Israel, Isra-el, hoc est videns Deum». Il vero Israele, colui che vede il Signore.