Don Luigi Bosio
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Omelia del 08.11.1987

 

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Celebrazione Eucaristica della XXXII Domenica del Tempo Ordinario (8.11.1987)

«Il Buon Pastore vi ha introdotto nei suoi pascoli». E' l'Antifona, il canto della Comunione Eucaristica. «Vi ha introdotto nei suoi pascoli». Quali pascoli? Erbe fresche, acque tranquille, fiumi dove scorrono latte e miele. La Liturgia è contemplazione. Vedo scorrere questi fiumi di latte e di miele. Invece di dire che il Signore ci ha introdotti nel luogo dei suoi pascoli, in questo recinto, posso dire: ci ha introdotti e ci ha chiamati a celebrare questa Pasqua. I pascoli del Signore sono la sua Pasqua. In latino, pascoli: pascua. In latino, Pasqua: Pascha. «Hoc Pascha, questa Pasqua che tanto ho desiderato di celebrare con voi». Si può dire che è dall'eternità che queste parole del Buon Pastore risuonano e palpitano nella Liturgia. Questa Pasqua che stiamo celebrando.

Il mistero, il dono della sua vita divina. Ci nutre della sua Carne e del suo Sangue. Il mistero che cerca il sacramento della nostra fame e della nostra sete. Nutriti del suo Corpo e del suo Sangue. Questa è la Pasqua, questo è il pascolo, il nutrimento offerto dal Pastore Divino.

La Pasqua che ci è offerta nel dono della sua Sapienza, del suo Verbo. E' Pasqua la sua Sapienza e il suo Verbo. Oggi la Liturgia è un elogio della Divina Sapienza. E la Divina Sapienza è Lui, il Verbo, proclamato e offerto in cibo nell'Eucaristia.

Divina Sapienza! «Oh, altitudo! Oh, profundum!». Oh, profondità della Divina Sapienza! Avete sentito la Lectio Divina dal Libro dei Proverbi. La Sapienza è tutta luce e non viene mai meno. Ed è contemplata, come la state contemplando voi, da coloro che la amano, questa Sapienza. Previene sempre ogni nostro desiderio. E se tu ti alzi di buon mattino, la troverai seduta alla porta della tua casa. Passerai con lei tutta la giornata e riposerà con te e tu in lei per tutta la notte. Ti circonda come in uno stato d'assedio e ti previene e ti cerca - è lei stessa che ti cerca, se cerchi lei - e ti circonda di ogni benevolenza e dei favori della sua Provvidenza.

Signore, (l'avete cantato anche voi) ho sete di te! Ha sete di te la mia anima. Lo sai, o Signore, che penso a te anche nelle veglie notturne? E sono felicissimo quando sento che tu mi accogli e mi stringi e mi riposi con infinita tenerezza all'ombra delle tue ali.