Don Luigi Bosio
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Omelia del 15.11.1987

 

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Celebrazione Eucaristica della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario (15.11.1987)

«La donna perfetta chi la potrà trovare?». Il testo latino: «Mulierem fortem quis inveniet?». La donna forte. Nella traduzione: «La donna perfetta chi la potrà trovare?». Possiamo dare una risposta sicura al Profeta e gli diciamo: la Vergine Maria, la donna forte, la donna perfetta. Possiamo rispondere così anche allo stesso Spirito Santo, perché è Lui che ci rivolge questa domanda. La donna forte, la donna forte, dove si potrà trovare? Bisogna cercarla fino agli estremi confini della terra, ed è una perla di inestimabile valore. Quale donna? La tua Chiesa, o Santo Spirito, la tua Sposa. Quale donna? Tante mamme, le spose, le madri qui presenti. Nella loro pietà sono tutte donne forti, perché madre vuol dire martire.

Chi è questa donna forte? Si tratta di cercarla e trovarla in uno stile di vita molto semplice. Lavora lino e lana per i suoi familiari, con due strumenti di grato ricordo: la canocchia e il fuso. Una vita, dunque, molto semplice. Le ricchezze di questa casa e di questa famiglia. Quando c'è una donna, una sposa, una madre forte, martire, lo sposo (il testo dice lo sposo, ma tutta la famiglia) «spoliis non indigebit», vince la più dura delle battaglie umane e porta a casa un bottino, come di una vittoria strepitosa. «Spoliis non indigebit». Non so di quale bottino, di quali cose, di quale patrimonio abbia bisogno la sua sposa, la madre, la donna forte. Grazia e bellezza, sì. Traduco, perché il testo dice: la grazia esterna, soltanto esterna e la bellezza soltanto esteriore sono cose fallaci. Allora traduco così: «Pulchritudo gratiae», la bellezza della tua grazia. Credo che Gesù e Maria, nella loro povertà, non fossero dei pezzenti.

Chi troverà questa donna forte? Quando ci si rivolge la domanda oggi, noi sacerdoti ce la dobbiamo rivolgere, siamo in affanno per trovare la nostra identità sacerdotale. «Sacerdos idem ac Christus». Il sacerdote è un altro Cristo. Quale dignità? Ci domandiamo qual è oggi l'identità - quante cose! - della donna, della sposa, della madre. Penso a una maternità non soltanto fisica - pure meravigliosa - ma a una maternità mistica, che può essere propria di ogni donna e sposa e madre che vive la sua fede. Anche il mio sacerdozio è materno. Anche la vostra maternità è sacerdotale.

La vita ordinaria, di ogni giorno, la vita semplice, lo stile di una vita molto semplice. Vita ordinaria... Cosa vuol dire vita ordinaria? Vuol dire vita che crea e custodisce l'ordine nelle nostre famiglie. Non diciamo 'tragico quotidiano'. Non mi piace. Non diciamo 'la monotonia quotidiana'. Non mi piace. E' una stupenda melodia la vita nell'intimità familiare!

Il vero amore - si dice - è estatico. State vivendo questa vita di famiglia. "Questa tua famiglia", prega molto spesso la Liturgia, a lode di questa tua famiglia. Questa Liturgia nuziale. Liturgia nuziale estatica, perciò contemplativa. E' Lui che la celebra. Lo sposo è Lui e la Sposa siamo noi. Quella vita nuziale che Lui, Verbo Eterno, celebra nella sua dimora eterna, «in sinu Patris», nel seno del Padre, in una infinita effusione di maternità.