Don Luigi Bosio
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Omelia del 19.11.1989

 

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Celebrazione Eucaristica della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario (19.11.1989)

Dal Libro del profeta Malachia. Dice il Signore: «Ecco: verrà il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li incendierà - dice il Signore degli eserciti - in modo tale che non vi sarà di loro né radice, né germoglio. Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia».

Le parole del Profeta sono molto severe. Ma oggi qui, presso l'Altare del Signore, ci sono delle catene infrante: sono cadute le catene della nostra schiavitù. E' l'Antifona di inizio della Liturgia Eucaristica: «Vi ricondurrò da tutti i luoghi dove siete stati dispersi, in esilio, come orfani, come schiavi. Sarete liberi della mia stessa libertà». Questa è l'accoglienza divina. La profezia trova la sua pienezza nel Mistero dell'Ascensione del Signore, in questo Mistero dell'Ascensione del Signore, quando la Liturgia canta di Lui: «Captivam duxit captivitatem». Ha preso la nostra schiavitù, l'ha fatta schiava e l'ha condotta schiava in cielo. «Captivam duxit captivitatem». Le porte della celeste Gerusalemme si sono aperte. «Jerusalem! O pater! O patria! Pater sine morte. Patria sine hoste». Un Padre senza morte, immortale. Una patria senza nemici. «Beata pacis visio!». La beata visione della pace.

Ma le parole del Profeta sono minacciose, frementi di vendetta. Dice il Signore (perché il profeta Malachia parla a nome del Signore): «Ecco: in quel giorno diventerà rovente come un forno. E tutti i superbi allora e coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia. Venendo, quel giorno, li incendierà - dice il Signore degli eserciti - in modo tale che non rimarrà di loro né radice, né germoglio. Per voi, invece, cultori del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia».

La Pentecoste antica e la Pentecoste nuova.

La Pentecoste antica: parole di fuoco! Un giorno rovente come un forno. Quel giorno li incendierà, i superbi. «In igne palea fumat, aurum fulget». Nel fuoco la paglia fuma, l'oro luccica, brilla. La paglia: una fiammata, una colonna di fumo che svanisce e si dissolve in breve tempo. L'oro rifulge, risplende.

La nuova Pentecoste? Voi, questa nuova Pentecoste! I figli prediletti del suo timore e del suo amore. Per voi sorgerà il sole di giustizia, radiante e radioso. Radiante: una fonte di energia. Radioso: di una indescrivibile bellezza.

Tra pochi giorni entreremo a capo chino nella notte nuziale, in attesa trepidante dello Sposo. E' Lui  il Sole!