Don Luigi Bosio
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Omelia del 24.11.1985

 

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Celebrazione Eucaristica della XXXIV Domenica del Tempo Ordinario - Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo (24.11.1985)

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re. Di quale regno? Di quale Regno? L'annuncio liturgico è questo: Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re d'amore. Il Re dell'amore, il Re-Amore. Il suo amore è un amore da re, un amore regale, un amore reale. Oggi vogliamo realizzare noi stessi. Quale realtà più concreta, più desiderabile, più piena che vivere di questo amore e al servizio di questo Re-Amore! Fammi vedere qualche cosa del tuo regno. Alzatevi, frontali delle porte della sua reggia! Sollevate queste porte eterne, antiche ed entri, ed entriamo insieme con Lui.

Il Salmo dice (è il profeta Davide), Salmo messianico per eccellenza: «Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra». Cioè disse il Padre al Figlio, all'Unigenito: "Siedi alla mia destra". Se io osassi dire oggi: «Dicit servus Domino suo: Sede a dextris meis». Se il servo oggi dicesse al suo Re (io ve lo dico con tutta umiltà): "Siedi alla mia destra", poi gli dirò, e dica Lui piuttosto, quello che è suo eterno diritto: "Vieni, siedi qui alla mia destra". Ricevimi, o Signore, nell'amplesso del tuo amore. Accoglimi nell'amore del tuo amplesso. Sono, siamo alla destra del Re, ci ha introdotti nella sua reggia, che è poi una cella di intimità nuziale. «Introduxit me Rex in cubiculum suum», nella cella dell'intimità nuziale. Come vedere, come vedere tutto questo e viverlo?

Daniele, il Profeta, oggi è costretto a dire: «Aspiciebam in visione noctis». Ho veduto la sua gloria in una visione di notte. Nella notte ho potuto vedere, perché era notte. Ma se era notte? Ho potuto vedere... Ricordate quando ci siamo avvicinati alla riserva della luce di Dio, alla sua riserva: «Posuit tenebras latibulum suum». Il suo nascondiglio, la sua riserva è tutta circondata di questa tenebra piena di luce. Entriamo.

Dice il Signore, il Re: "Vieni! Ti offro - è mio potere - tre corone: una corona da re, una corona da profeta e una corona da sacerdote". Tre corone, tutte tre assai preziose, ma la terza è la più bella, la più preziosa di tutte: la corona sacerdotale, vostra e mia. Triplice corona. Quale mistero di grazia! Questo Re d'amore l'ha spinto, il suo amore - che dico? Ma lo dice l'Apostolo! - fin troppo, fin troppo! Una follia. Dobbiamo usare questa parola con molta discrezione. Una follia d'amore. «Stultitia crucis». Chi è il Crocifisso? Che stoltezza! Che follia! Non c'è follia più folle di questo amore!

Quale grazia e quale gioia servirti, o Signore! Se io ti servo, se io ti servo, sono re.