Don Luigi Bosio
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La mia vita è Gesù

 

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La mia vita è Gesù

Il 2 Dicembre, prima Domenica di Avvento, incomincia l'Anno Liturgico. Sarebbe bello poter stendere qui un programma di vita liturgica parrocchiale, dal quale apparisse l'intima unione della Comunità con la vita della Chiesa, così che la Comunità dimostrasse d'essere veramente "un frammento di Cristo". Si può dire: la vita cristiana dipende dalla vita della Chiesa; e si può anche affermare che la vita della Chiesa dipende dalla vitalità delle cellule cristiane che la compongono. Comporre dunque questo programma di servizio liturgico, vuol dire sentire come sente la Chiesa, affinché la Madre gioisca di vedersi compresa dai figli.

Liturgia è servire bene il Signore. Questo servizio è veramente buono e perfetto, se viene in nostro soccorso Gesù, prestandoci le sue adorazioni, la sua espiazione, il suo ringraziamento e le sue suppliche. Dice il Santo Padre (Enciclica Mediator Dei di Pio XII Anno 1947): "Liturgia è il culto pubblico che il nostro Redentore rende al Padre come Capo della Chiesa, ed è il culto che la società dei fedeli rende al suo Capo, e per mezzo di Lui, all'Eterno Padre… È il culto integrale dato alla Santa Trinità dal Corpo mistico di Gesù Cristo; cioè da tutto Gesù Cristo: da Lui Capo e da noi membra".

Vuoi sentire alcune belle definizioni e farne tesoro nella meditazione?

Che cosa è la preghiera liturgica? È il respiro del Corpo mistico di Gesù.

Ti piace? Perciò, quando tu preghi con la Chiesa, nella celebrazione della S. Messa, nella partecipazione ai Santi Sacramenti, Gesù respira in te, e tu Lo fai respirare in tutta la Chiesa. Senti questo respiro?

Il canto liturgico è la gioia del Corpo mistico di Gesù. Quando tu canti Vespero, è Gesù che dispiega la sua bellissima voce in te. Scuotiti dal torpore e lascia cantare Gesù.

Come ti accorgi, siamo sopra le nubi, e, smarrito il centro terreno di gravità, ci sentiamo proiettati nell'infinito.

Incominciando l'anno liturgico non temere di essere invecchiato: Gesù ringiovanisce in te e tu il Lui, perché ti accosti alla vita, infinita ed eterna, eliminando un anno di vita terrena, limitata e dolorosa. Fissa, al centro della vita liturgica, la cima altissima, che ti attende e ti attrae con il suo fascino irresistibile: alludo al mistero della Pasqua. Non fidarti delle tue forze: a Natale verrà la Via, che ti accoglierà nelle sue braccia e ti accompagnerà fino a Pentecoste, per farti riposare nella sua verità.

Dovrai misurare tre passi giganteschi, che sarà bello compiere nel silenzio della notte, perché Dio è geloso. Nel silenzio di tre notti, fragorose più dell'uragano e lucenti più del sole meridiano.

Eccoci a Natale, quando di gioia piangeranno i Cieli, canteranno i monti e le colline, e gli alberi della foresta batteranno le mani. Dici a Gesù, che faccia presto a venire.

Ho fretta che ritorni la severa notte pasquale, per sentirvi palpitare lo spirito della Chiesa primitiva.

E la terza notte? Dovrebbe essere la notte gemella della Pasqua, la Notte pentecostale, quando piacerà alla Madre di farcene dono. Viviamola intanto nel desiderio, con la santificazione della santa vigilia, della Festa e della grande Ottava.

Rifletti come il Re divino guida bene i nostri passi! Non l'abbiamo noi scelto come nostro architetto progettista?

Intorno a tre Notti, fulgidissimi soli, si svolge l'anno liturgico. Osserva la tua chiesa: l'altare dell'Incarnazione; il Battistero della Redenzione. Un Ciborio così serio e riservato; un Battistero aleggiato dagli Angeli e profumato dalla presenza dello Spirito! La Cappella della Cresima è in elaborazione sul piano di studio della Divina Provvidenza.

Così il Signore premia la tua fede, aprendoti tre lembi di Paradiso, nel colmo di tre Notti.

Lasciati compenetrare dallo spirito, dalla preghiera e dai canti della Madre tua. Completa con la tua voce, quell'armonia, che accarezza l'orecchio di Dio. Corri alla fonte naturale, senza andare a nausearti a cisterne screpolate e putride. Non temere di patir sete ai margini di queste acque meravigliose, che talvolta mormorano come il ruscello, talvolta sono precipitose come il torrente, e talvolta inondano come il mare.

Accostati e bevi quest'acqua limpida e pura, capace di sollevarti, con il suo getto fino alla vita eterna, perché è un'acqua che emana dalle fontane stesse del Salvatore, e lo spirito di Dio la feconda con la sua virtù, affinché sia dolce e nutriente per la cerva assetata.

L'anima, rapita dallo splendore e dall'armonia dei canti della preghiera liturgica, sentirà d'essere ella stessa uno strumento d'armonia sotto il tocco dello Spirito che la possiede. Proprio come il Salmista, organo della vera preghiera, quando, sentendo bruciare il cuore da questa fiamma, diceva: "Il mio cuore è pronto o mio Dio; il mio cuore è pronto: canterò!..."

Capirò finalmente perché Gesù è mio Sposo e la Chiesa mia Madre.        

 

 

Don Luigi Bosio, La mia vita è Gesù, «Cittadella Cristiana», Novembre 1951, Anno II, N. 18.