Don Luigi Bosio
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Levate capita vestra

 

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Levate capita vestra

Sollevate il capo: la Redenzione è ormai vicina. Mentre vi incamminate verso Natale, a passo liturgico, lasciate capire a tutti, che siete in attesa del Salvatore, assorti e avvolti dalla soavità del mistero; strappati, per un inspiegabile smarrimento, non soltanto dalle eccessive preoccupazioni, ma quasi dalle stesse ordinarie occupazioni.

Non ci indugiamo su considerazioni di carattere storico, pur tanto utili. D'un balzo, eccoci alle soglie della santa Capanna; sommessamente accostiamoci alla Madre di Dio, e chiediamole di poter entrare, non solo nella Capanna ma nella dimora stessa del Verbo, dietro il prodigioso e intatto velario della sua verginità.

Vorrei che ogni mia parola fosse una preghiera, semplice e penetrante. Non vorrei inoltrarmi nelle vie del ragionamento, della riflessione, nemmeno della meditazione. Forse per grazia me ne sento incapace. Il Regno dei Cieli è aperto ai piccoli; perché così è piaciuto al Padre.

Eccomi dunque vicino a Te, Maria. È una vera felicità non poter arrivare a Gesù senza di Te.

Vuoi ripetere per me il "Fiat" dell'Incarnazione?

Fammi capire che questo è il mio Natale.

Solo in Gesù mi sei, e mi potevi essere veramente Madre.

Fammi dunque sentire la mia Incarnazione; la mia accettazione nella Famiglia divina; la voce del Padre, che vede in me il Suo Unigenito.

Che cosa succederà, se il Natale è compreso e vissuto in questa forma cristiana? Mi sembra di veder tutto rifiorire: la famiglia e la Comunità.

 

 

Don Luigi Bosio, Levate capita vestra, «Cittadella Cristiana», Dicembre 1952, Anno III, N. 31.