Don Luigi Bosio
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Il mistero della parrocchia

 

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Il mistero della parrocchia

La parrocchia è un frammento del Corpo mistico di Gesù Cristo. Una cellula viva e vivificante di questo Corpo misterioso. È il «corpo spirituale» di Gesù. È Gesù vivente in tutti i suoi misteri.

Nella parrocchia, immediata e radicale attuazione del suo Corpo mistico, in questa sua «pienezza», Egli continua ad offrirsi, specialmente nella Messa, al Padre Celeste, unendo a sè, in un atto di ubbidienza e di amore, tutti i fedeli. Nei sofferenti continua e completa la sua Passione; nei fanciulli e nelle anime vergini continua la sua innocenza; nei poveri la sua povertà; nei lavoratori le sue fatiche; nei ricchi la sua generosità; negli sposi e nei genitori il mistero del suo amore, che tutti gli uomini ama fino a donarsi nell'Eucarestia, affinché abbiano la vita.

È la Chiesa in miniatura. Una visione concreta e completa della Chiesa. Se in una sola anima vi è tutta la Chiesa (San Pier Damiani), tanto più nella Parrocchia. Come nel frammento Eucaristico vi è tutto Gesù Cristo, così nella Parrocchia vi è tutta la Chiesa.

È una comunità d'amore. È la famiglia di Dio. Il Capo è Gesù; il cuore e l'anima lo Spirito Santo. Una assemblea di fratelli, nella comunione di tutti i beni. È la cellula sociale della Chiesa (Pio XII). "Non crediate di poter fare qualcosa di buono separatamente; non c'è niente di buono, se non ciò che fate in comune" (S. Ign. m.). Una comunità di fedeli, stretti intorno al Sacerdote, padre di questa famiglia e re di questo minuscolo regno di pace.

È una comunità Eucaristica. Vive, perché un Sacerdote sale all'Altare, e perché i fedeli si stringono intorno ad una Mensa, dove si nutrono di un Pane vivo. "I veri fedeli, i vivi, si vedono ai piedi dell'Altare" (Pio XII).

È una comunità apostolica e missionaria. Un esercito di soldati, rivestiti dell'armatura di Dio e forti della sua forza; votati al martirio, ad imitazione e gloria del loro Capo e per la conquista del mondo.

È una comunità liturgica, dove tutti, per la grazia battesimale, sono sacerdoti, con diritto di parte attiva alle sacre assemblee, in dipendenza della sacra Gerarchia; dove preghiere e canti sono gli stessi ineffabili gemiti di Gesù. Un coro di oranti e di osannanti, che, nell'accordarsi, prende il tono di Dio nell'unità (S. Ign. m.). Un centro di vita sacramentale, dove ognuno è impegnato a vivere in Gesù, a manifestarlo e vederlo negli altri.

È una comunità pellegrinante verso il Cielo, in cammino verso il Padre e spasimante di unirsi al suo Capo.

È un popolo unito nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (S. Cipriano).

Cosa grande, arcana e divina! Mia parrocchia, miei Sacerdoti, mia chiesa!

Se mi dimenticherò di te, cada in oblio la mia destra; resti attaccata al palato la mia lingua (Ps. 136.5.)

Non sarò no, un buon cattolico, se non sarò prima un buon parrocchiano. Come potrò sentirmi legato alla Chiesa, se avrò prima spezzato questo primo anello di congiunzione ad essa? Sarebbe come per me Sacerdote, se volessi agire senza dipendere in tutto dal mio Vescovo!

Trascriverò ancora, a lode della Parrocchia, queste parole, così ricche di unzione: "La parrocchia è per il popolo il luogo della Provvidenza, il centro della Religione, l'ordine della Gerarchia. La Provvidenza sceglie infatti dei luoghi privilegiati, dove opera più che altrove per il bene degli eletti. In questi asili preferiti ha posto la parrocchia, anzi sotto un certo aspetto, ha il primo posto, perché tra i luoghi dove si deve cercare Dio, essa è il più autorizzato, il più adatto, il più accessibile" (P. Desurmont). Non ripeterò, a commento quanto ho detto nel catechismo domenicale. Chiuderò piuttosto con una preghiera.

 

"Guarda, o Signore, la tua famiglia; questa tua parrocchia.

Che potevi fare di più per essa, come prediligerla maggiormente?

Che essa conosca il tempo della tua visita.

Che si rifugi tutta sotto l'ombra delle tue ali.

Che sia il giardino delle tue delizie, il fiore più bello della tua Chiesa.

Che essa viva nell'unità.

Che sia l'esperimento più felice del mio nulla e della tua onnipotenza; una condanna clamorosa e solenne allo spirito mondano, dove il rumore e l'agitazione, il culto della materia e del corpo hanno creato legioni di infelici."

 

 

Don Luigi Bosio, Il mistero della parrocchia, «Cittadella Cristiana», Settembre 1953, Anno IV, N. 40.