Don Luigi Bosio
Fine Menù
Pascha nostrum

 

  • File allegato
  • Stampa
Pascha nostrum

A Pasqua la tua pietà è a fuoco perfetto.

Oggi il tuo servizio divino è veramente completo.

La tua vita cristiana è tale, se è vita pasquale.

Sei cristiano se senti la Pasqua; e tanto cristiano, quanto senti la Pasqua.

Pasqua è la madre di tutte le feste, il centro generatore di tutto l'anno liturgico.

Forse dirai, che ti presento dei concetti troppo elevati!

Mentre scrivo, ho sempre di fronte tre ostacoli: un cuore troppo pieno ed una mente, che non regge alle invadenze del cuore. Poi, l'esercizio del mio ministero sacerdotale, che mi tiene assiduamente impegnato; ministero sempre gradito nell'ubbidienza, che non toglie però quella ripugnanza, che mi assale, quando devo entrare nella pratica amministrativa, pur tenendo conto fino allo scrupolo di tutto quello, che la Chiesa mi ha affidato.

Ciascuno ha la propria mansione.

Chi sa parlare; chi sa scrivere; chi sa tacere. La migliore, di queste mansioni?

Chi si muove; chi agisce, chi si nasconde nella fessura della roccia. La migliore, di queste mansioni?

A ciascuno la propria.

Anche della Pasqua si possono dire e scrivere cose stupende; e chi lo può, lo faccia. Ma quando io sento, nella celebrazione della Pasqua, fluirmi nell'anima e nel corpo il Sangue divino, mi vengono meno le forze e preferisco meditare, sulle pagine del Messale, la sobria pietà della Chiesa.

Pasqua, abbiamo detto, non si esaurisce semplicemente in alcune forme di culto esteriore. Come se compiere la Pasqua fosse una cerimonia di pura convenienza!

Come se il precetto della Chiesa si riducesse ad un arido regolamento, come quello che impone determinate leggi nello svolgimento di un gioco.

Pasqua è la festa delle rivendicazioni di Dio sopra di te.

Anche qui si parla di rivendicazioni! Solo qui anzi si dovrebbe farlo, poiché non c'è che un solo Signore e noi, il nulla, davanti a Lui.

Io proverò ora a descrivere la Pasqua di una comunità cristiana.

Una realtà troppo bella!

Bisognerebbe dire che questa comunità non vive più, essendosi inabissata in Cristo.

È veramente quel "Cristo totale" così sognato e vissuto e fatto vivere dall'Apostolo, nelle comunità cristiane primitive.

Una comunità veramente ideale!

La più perfetta, la più completa di tutte le Comunità.

Mi sembra, che in essa Gesù abbia modo di muoversi a suo agio, nell'articolazione di tutte le sue membra: Lui, il capo; poi i Sacerdoti; i Religiosi; le anime consacrate; le Vergini; gli Sposi; gli uomini; le donne; i bimbi; gli adulti; i poveri; i ricchi.

La Pasqua di una Comunità cristiana vorrebbe dire: Tutti alla S. Comunione, al Banchetto divino.

Tutti in istato di grazia; un gregge di candidi e teneri agnellini.

Tutti in Cristo Gesù; un Cristo Gesù.

Tutti veramente fratelli, bramosi di dare e di donarsi, come anche Gesù s'è donato ad essi.

Così per un giorno; per una vita intera.

Così nella Pasqua celeste, nella celebrazione delle nozze eterne dell'Agnello.

[…]

 

 

Don Luigi Bosio, Pascha nostrum, «Cittadella Cristiana», Aprile 1954, Anno V, N. 47.