Don Luigi Bosio
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Il Maggio a Maria

 

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Il Maggio a Maria

Il Maggio è tuo, o Maria.

Se è tuo, o Madre divina, è anche di tutti i tuoi figli.

È tuo, perché è tuo il mondo, di cui sei la grande Regina.

Per Te fioriscono rose, garofani e gigli.

Per Te brillano le lucciole e le stelle.

Per Te gorgheggia l'usignolo; quel padrone della melodia, che ritaglia nella notte i margini del silenzio e inonda la campagna d'un canto, cui nessun uccello osa fare il terzetto.

Chi, durante questo mese, almeno da fanciullo, non ha piegato le ginocchia davanti al tuo altare?

Chi non conserva il ricordo di quelle sere tiepide e tranquille?

Il profumo della mia purezza non l'ho forse raccolto nel giardino del tuo candore immacolato?

I miei propositi più santi non li ho forse copiati nella luce dei Tuoi occhi e dei Tuoi insegnamenti?

 

*     *     *

 

Io sogno un Maggio di Paradiso.

Come viene celebrato in paradiso, nientemeno!

È una Comunità, che percorre a sciami le vie della Cittadella e si dirige festosamente al luogo fissato per l'appuntamento quotidiano con la Celeste Mamma.

Entra nel cuore della fortezza e si addensa intorno all'aula regia.

Non è proprio così, la tua basilica?

Nel centro il Re; alla destra, la Regina in veste d'oro.

Intorno, la schiera dei figli: bambini e madri, fanciulle e uomini.

Vieni presto al mattino, se vuoi essere baciato in viso da questa Stella mattutina.

Ritorna all'ora vespertina, se vuoi sentirti inebriato dalla vaghezza di questa mistica Rosa.

L'ombra riposante del tempio, le sue maestose arcate; le preghiere, i canti, il Fioretto, le nubi di incenso creeranno il vero mistero della vita cristiana, che è quello di vivere e morire in Maria.

Troverete una sosta nelle fatiche quotidiane?

 

*     *     *

 

Osservate entro quali date è contenuto questo delizioso Maggio.

Si apre con una visione d'innocenza.

Sono gli angeli visibili della Prima comunione.

Un soffio di divina poesia, che penetra nelle famiglie, nella Comunità e nella Chiesa.

Quanto vale una di queste creaturine?

Tutto il mondo, forse? Molto, molto di più.

Genitori, state in continua trepidazione per la difesa e la custodia di questi tesori.

Voi sapete, che non si ha più rispetto nemmeno per l'infanzia.

Hanno bisogno del vostro buon esempio e della vostra energia.

È necessario, che voi siate profondamente istruiti nella dottrina cristiana.

Se le vostre mani saranno esperte, li potrete sollevare ai fastigi della santità.

 

*     *     *

 

Alla fine, o vicino alla fine del Maggio: un finale ardente nel fuoco della Pentecoste.

Per la vita liturgica, ci troviamo sopra una delle cime più elevate della fede: quella, che apre l'orizzonte, un orizzonte sconfinato, sulla nascente Città di Dio.

È nostro dovere celebrarla con la più grande devozione, preceduta dalla sua vigilia rossa.

Avremo occasione anche di festeggiare il nostro Confermatorio, la cui bellezza non bastano le parole per esaltarla. Gli renderemo gli stessi onori del Battistero, visitandolo nella vigilia, nella Domenica di Pentecoste e per tutte le sere dell'Ottava.

Il cerimoniale è molto semplice: al canto del commovente "Alleluia" inciso a graffito sulla parete, la Comunità si dirige processionalmente al Confermatorio e si dispone sui lati di esso: nella navata laterale, gli uomini: nella centrale, le donne. Il Sacerdote rileggerà il rito dell'amministrazione della Cresima, ed ognuno ne risentirà un risveglio di grazia e di generosità, propria del Sacramento.

Che peccato, trovarsi avvolti dalle vampe di un Fuoco purissimo e divinamente divoratore, senz'esserne consumati! Che pena, veder morire di noia i figli di Dio, accanto alle sorgenti della santità!

Rifletti: «Una forza immensa ti preme tutto intorno. Ti porta, se ti abbandoni ad essa; ti spezza, se resisti. La medesima Forza è la tua vita e può essere la tua morte».

 

 

Don Luigi Bosio, Il Maggio a Maria, «Cittadella Cristiana», Maggio 1955, Anno VI, N. 60.