Don Luigi Bosio
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Nell’Annunciazione della Vergi ...

 

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Nell’Annunciazione della Vergine

«Ecco la prima allegrezza che conta la primavera del mondo.

Quando Maria vide l'Arcangelo Gabriele il suo cuore di Adolescente tremò di Celestiale sorpresa.

Forse era nella sua camera di fanciulla. L'apocrifo vangelo di Giacomo dice che si trovava alla fontana.

L'improvvisa apparizione la inondò di luce. Aureolato dal sole mattutino l'Arcangelo le sorrideva.

Le sue mani, di una lievità irreale, le offrivano un giglio colto nelle luminose praterie dell'infinito.

Le sue ali bianche erano ancora ricoperte dalla rugiada dorata delle aurore eterne. E il suo volto rifletteva lo splendore di aver visto nella maestà dei cieli l'Altissimo Onnipossente Iddio.

Maria si guardò in giro. Veramente viveva quella irrealtà di paradiso. Il sole splendeva sui cipressi.

Nel cortile tra le palme e gli oleandri, le tortore tubavano. E le rondini volavano intorno ai nidi trepide d'amore. Ed ecco che, alle parole dell'Arcangelo, lo stupore di Maria si tramutò in esultanza.

Così il prodigo si compì. E "il Verbo si fece carne"».

[…]

 

 

Don Luigi Bosio, Nell'Annunciazione della Vergine, «Cittadella Cristiana», Marzo 1955, Anno VI, N. 58.