Don Luigi Bosio
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Pascha nostrum

 

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Pascha nostrum

Lettura dell'Epistola del B. Paolo Apostolo ai Corinti. 1 Cor 3. 9-23.

[…]

Sono quindici Versetti, ma ne commenterò soltanto alcuni.

Per il tema, basterebbe l'ultimo, che è un magnifico documento di solennità e di vita pasquale: Voi siete di Cristo e Cristo di Dio.

Sarà come un tentativo di spiegazione, poiché ci troviamo di fronte a ciò che è infinitamente vero. Si tratta, infatti, di verità rivelata; la mente si smarrisce e nell'anima scende come un pio accasciamento, segno certo del passaggio di DIO.

 

Questa Lettera non è stata scelta a caso, ma dopo lunga preghiera e meditazione, nell'unico desiderio d'un grande profitto per le vostre anime.

Vi piacerà ascoltarla, come se l'Apostolo stesso fosse qui presente.

E giudicherete benignamente se i vostri Sacerdoti ne portino il riflesso e siano perciò degni d'essere da voi imitati.

 

*     *     *

 

«Noi siamo i cooperatori di Dio, cultura di Dio e il suo edificio»  (v.19).

Una duplice definizione: della mia missione sacerdotale e della vostra vocazione cristiana.

Il Sacerdote è il collaboratore di DIO nell'opera della Redenzione.

Sembrava quasi più comprensibile, più mite il chiamarci i Dispensatori dei divini misteri e i mediatori tra Dio e gli uomini.

Ma sono tutte parole ugualmente ispirate.

Voi, la cultura di Dio e il Suo edificio.

Quasi il vigneto di Dio, il Suo frutteto, il Suo giardino.

La Sua vigna, il Suo frutto, il Suo fiore.

Par di vedervi in questo momento sotto un pergolato di viti, come sotto un arco di trionfo, mentre il vostro capo urta dolcemente nei grappoli d'uva; oppure lungo un filare di meli, mentre vi sorridono tra i rami umilmente piegati fino a terra, tanti, innumeri mondi d'oro e di argento; o ancora tra i prati in fiore, inebriati dalla vaghezza dei colori e dalla soavità del profumo…!

Tutte queste creature, che da voi aspettano intelligenza ed amore, siete voi!

E avete DIO come coltivatore, come potatore e giardiniere.

Siete anche l'edificio di DIO.

Anzi il Suo capolavoro, creato ad immagine della Santissima Trinità e conforme al Figlio Suo, che nascendo ineffabilmente dalla Vergine, volle assumere da Lei, come abbiamo noi, un corpo ed un'anima, forma e fonte di ogni grazia.

Siete l' edificio di DIO, con un'armonia di linee e una maestosità di proporzioni, tali da rendervi capaci d'essere inseriti tra le pietre vive della Città celeste.

 

Il v.16 dirà, in modo incomparabile, chi siete voi.

«Non sapete che siete il tempio di Dio, e che lo spirito di Dio abita in voi?»

 

E continua, con tono di minaccia:

«Se alcuno violerà il tempio di Dio, Iddio lo sperderà.

Poiché santo è il tempio di Dio, che siete voi»  (v.17).

 

Se entrasse ora uno sconosciuto con un sasso alla mano e turbando l'intenso raccoglimento di questa santa Assemblea percuotesse violentemente il Tabernacolo Eucaristico, o l'Immagine d'oro della Madre di DIO, o il Fonte Battesimale, o l'Altare di S. Stefano, che fareste voi? Inorriditi, gridereste al sacrilegio e, afferrandolo con forza, lo caccereste di chiesa.

Se con la punta d'un chiodo qualcuno strisciasse e sfregiasse un mobile di lusso di casa vostra, od anche semplicemente sulla porta d'ingresso, si solleverebbe spontanea la vostra indignazione!

Se un bambino getta con la fionda un sasso sul tetto della chiesa, il mio raccoglimento viene turbato e la mia anima freme!

Cos'è tutto questo, a confronto delle ferite, aperte dal peccato nel mistero della purezza e nella stessa ammirabile perfezione fisica del corpo?

Che ne è di un giardino, dopo la tempesta?

D'un palazzo, dopo l'incendio?

«Non sapete che siete il tempio di Dio, e che lo spirito di Dio abita in voi?»

«Se qualcuno violerà il tempio di Dio, Iddio lo sperderà.

Poiché santo è il tempio di Dio, che siete voi».

 

*     *     *

 

Voi siete, dunque, il giardino dello svago, quasi, di DIO e la Sua aula riposante.

Io, nell'azione della mia grazia sacerdotale, come il giardiniere, cui è affidata la custodia di tanti fiori delicati e vaghissimi; come l'ingegnere esecutore del divino progetto. Non me lo conferma forse l'Apostolo?

 

Secondo la grazia di Dio, che è stata a me concessa, da perito architetto io gettai il fondamento. Se un altro vi fabbrica sopra, badi bene come vi fabbrichi!

Poiché nessuno può porre altro fondamento, fuori di quello che è stato posto, che è Cristo Gesù.

Che se uno sopra questo fondamento fabbrica oro, argento, pietre preziose, legna, fieno, stoppie, si farà manifesto il lavoro di ciascuno: poiché il giorno del Signore lo porrà in chiaro, essendo un giorno tutto illuminato dal fuoco: ed il fuoco proverà quale sia il lavoro di ciascuno.

 

Se ora vi chiedessi di giudicarmi alla luce di questo insegnamento?

Non dite che i miei sforzi si sono esauriti nella costruzione d'una chiesa o d'un Patronato!

Voi sapete quant'oro, quanto argento e quante pietre preziose adornano "ab intus" queste Opere!

Qui, tutto è silenzio, tutto è sangue, tutto è preghiera.

Il fuoco della divina vendetta lo renderà manifesto.

 

*     *     *

 

Ho la serena preoccupazione di passare ai due ultimi Versetti, che ci dovranno lasciare il ricordo più bello e più efficace di questa solennità Pasquale.

Tutte le cose sono vostre: sia il mondo, sia la vita, sia la morte, siano le cose presenti, siano le future: perocché tutte è vostro: voi poi di Cristo: e Cristo di Dio.

 

Vi sembra che la soluzione del tanto agitato problema sociale possa essere difficile e creare interminabili discussioni, divisioni e odii insanabili, se posta, direi quasi, su un piano di proprietà e di benessere, così vasto ed aperto a tutti?

 

Tutto è vostro

V'è, però, una condizione, richiesta in modo assoluto: Tutto è vostro, se voi siete di Cristo; poiché tutto è suo, come lui, poi, è di Dio.

 

Ma per non correre il pericolo di cadere in una specie di allucinazione e di isterismo sociale, di formalismo demagogico e materialista, non farò che ripetervi quanto scrisse, in modo mirabilmente chiaro, l'Ecc.mo Card. G. Siri di Genova in una sua Lettera Pastorale dello scorso anno.

«Allorché si tratta di orientamenti e di principi, non abbiamo nulla da imparare da nessuno, che non sia Gesù Cristo o che non parli nel Nome di Lui.

 

Tutto è vostro

Tutti hanno il sole, la natura, l'arte, il sentimento, la poesia, l'amicizia e soprattutto la verità e la bontà.

Dal momento, poi, che DIO ha creduto elevare gli uomini e tutto il loro ordine ad una soprannaturale dignità, non c'è più nulla che quaggiù possa essere completamente vero, se prescinde dal medesimo ordine soprannaturale. Che bisogno c'è di chiudere il Cielo, di spegnere il sole e di versar veleno in tutte le bevande per fare la giustizia nel mondo?

 

Tutto è vostro, se voi siete di Cristo

In Lui, siete del Padre, e tra voi, tutti fratelli.

Che bisogno c'è di discutere?

Voi potete e dovete comunicarvi prima di tutto dei beni di vita eterna; tutto il resto segue molto facilmente, perché il più grande tra voi dovrà farsi il più piccolo e chi comanda deve servire gli altri».

[…]

 

 

Don Luigi Bosio, Pascha nostrum, «Cittadella Cristiana», Aprile 1957, Anno VIII, N. 83.