Don Luigi Bosio
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Vegliate

 

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Vegliate

Cercate un tempo propizio al raccoglimento ed alla preghiera?

Cercatelo nel silenzio della notte.

Vi farà accostare l'orecchio all'invito pressante della santa Liturgia: una parte dell'Ufficio divino, forse la più bella, è tutta dedicata alla preghiera notturna; un'altra, mira a consacrare a Dio la giornata, fin dal suo apparire.

Seguitemi nella breve esposizione. Il Maestro, che ha dettato alla Sua Chiesa queste preghiere, vi conceda di gustarle in tutta la loro ineffabile bellezza e dolcezza.

Attraverso la vena del Suo divino sussurro.

Senza strepitio di parole.

Poiché tutte le notti sono di Dio, a Lui tutte sono consacrate con una speciale preghiera.

Ecco la preghiera del Mattutino domenicale.

 

Nocte surgentes, vigilemus omnes!

Pulsis procul torporibus,

surgamus omnes ocius,

et nocte quaeramus Deum.

Ut quique …

horis quietis psallimus,

donis beatis muneret.

  

Tutti alziamoci durante la notte per vegliare in preghiera.

Via da noi il torpore, via lontano!

Alziamoci tutti alla svelta,

alla ricerca di Dio nella notte.

….

Quanti veglieranno in queste ore quiete,

ricompensali, o Signore, con i doni

della Tua pace e della Tua felicità.

 

La preghiera dell'alba:

 

Surgamus ergo strenue:

Gallus jacentes excitat,

et somnolentos increpat,

gallus negantes arguit.

 

Su, dunque, con coraggio:

Anche il gallo ci scuote con il suo canto;

proprio da lui dobbiamo attendere il richiamo

e subire l'accusa alla nostra pigrizia?

 

Come arrischiare un commento? Rileggete e meditate.

Oh! Vi sia dato il «sentire» della Chiesa!

L'Ora mattutina viene definita: l'«ora quieta», ricca di doni beati.

Superbamente bello è quello «strenue» dell'Inno alle Laudi. Sarebbe come dire: Balziamo dal letto, come un soldato dalla trincea in difesa dei sacri confini della Patria, oppure come lo scattare in piedi davanti al Re.

 

Nella preghiera notturna del Lunedì, diciamo:

 

Somno refectis artubus

spreto cubili, surgimus.

 

Ristorate nel sonno le membra,

abbandonato il letto, eccoci in piedi.

 

«Spreto cubili»: un ablativo assoluto, un ordine preciso.

Disprezzate quel letto, se esso serve a rubarvi le più belle ore del giorno e a sciupare tutta la giornata, con un servizio poco onorevole alla pigrizia.

Sarebbe da riportare qui per intero l'Inno delle Laudi: tutto splendore!

Chi ha il Breviario, sospenda la lettura di «Cittadella» e corra in cerca di quell'Inno, che saluta il Figlio di Dio come l'Aurora del Padre.

 

*     *     *

 

La preghiera notturna del Martedì.

Potrei dire, esprimendomi in termini liturgici: Preghiera notturna della Feria III. Preferisco la forma più semplice, perché desidero d'essere capito. Ho sempre ritenuto un dovere la ricerca di questa semplicità nello scritto e nella parola, anche se talvolta avrei potuto adoperare termini… più eleganti e più difficili, forse con maggiore soddisfazione personale. So che anche LUI ha fatto così, pur dicendo sempre altissime cose.

Ecco, dunque, la supplica della Chiesa nella notte del Martedì:

 

Lux ipse lucis et dies,

expelle somnolentiam

ne pigritantes obruat.

 

O Tu, che sei la luce e il Creatore della luce,

caccia via da noi la sonnolenza,

affinché non opprima i pigri.

 

Ma io ho tradotto male quell'«obruat». Ben forte questo verbo!

Come se pregassimo così: Fa, o Signore, che non rimaniamo schiacciati e seppelliti sotto il cumulo delle macerie della nostra pigrizia.

La preghiera dell'alba:

 

Auferte, clamat, lectulos,

aegro sopore desides;

castique, recti ac sobrii

vigilate, jam sum proximus.

Dormire cor mundum vetat.

 

Lasciate, Egli grida, il letto,

voi appesantiti e impigriti dal sonno;

e casti, giusti e prudenti

vegliate: Io son vicinissimo a voi.

Un cuor mondo proibisce di dormire.

 

Perché un cuor mondo dovrebbe proibire di dormire, mentre dovrebbe essere il contrario?

«Lasciami dormire, diceva al Signore S. Filippo Neri: lasciami dormire!».

E dopo molte notti insonni, quasi rovesciandosi giù dal letto di buon mattino, affranto dalla stanchezza, andava ripetendo a se stesso: Coraggio, Filippo: corri: Gesù ti aspetta.

 

*     *     *

 

La preghiera notturna del Mercoledì:

 

Nos a quiete noxa,

mersos sopore libera.

 

Liberaci dal troppo sonno

e dalla colpevole pigrizia.

 

Alle Laudi del primo mattino:

 

Lux intrat, albescit polus:

Christus venit, discedite.

 

La luce avanza ed ecco l'alba nel cielo:

Cristo viene: notte e tenebre, andatevene!

 

*     *     *

 

All'alba del Giovedì:

 

Lux ecce surgit aurea.

 

Ecco spunta nel cielo una luce d'oro.

 

*     *     *

 

La preghiera notturna del Venerdì:

 

Nam lectulo consurgimus

noctis quieto tempore.

 

Beato colui che s'alza a vegliare nella

quiete e nel raccoglimento della notte.

 

Da dexteram surgentibus.

 

Commovente supplica! Dammi una Mano, o Signore, perché possa alzarmi.

Ma dammi la Tua Destra, perché la mia debolezza è grande. Fa che riesca ad allungarTi almeno il braccio, onde Tu possa afferrarmi e trarmi fuori.

 

*     *     *

 

Nella notte del Sabato:

 

Quicumque ut horas noctium

nunc concinendo rumpimus,

ditemus omnes affatim

donis beatae Patriae.

 

A tutti coloro che rompono il silenzio della

notte con il canto delle Tue lodi, Tu fai

gustare, o Signore, in anticipo le

ineffabili dolcezze della Patria beata.

 

  

Ed ora potrei riassumere tutto in una breve preghiera?

Sarebbe come avvolgere il Sole in un lenzuolo.

Imprigionare il mare in una piccola buca.

Aiutami, o Dio, a cercarTi, se non proprio nelle preghiere della notte, almeno in quelle del mattino e della sera.

Aiutami a sorgere di buon mattino.

Strenue: strenuamente!

Come potrò rimanere sordo ai Tuoi richiami, mentre Tu stai sostenendo un duello mirabile ma mortale per Te?

Porgimi la Tua Destra.

Dammi un cuor puro.

Lasciami anche un poco riposare.

Chiudiamo con un pensiero di S. G. Crisostomo? «Plus vigilate, plus vivere est; nam quid mortis simile, quam dormientis aspectus?», Chi più veglia, più vive; infatti che cosa vi può essere di più simile alla morte dell'aspetto d'un dormiente?

 

 

Don Luigi Bosio, Vegliate, «Cittadella Cristiana», Febbraio 1957, Anno VIII, N. 81.