Don Luigi Bosio
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Notte Natalizia 1956

 

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Notte Natalizia 1956

Commento al C. 1 v. 7 del Cantico dei Cantici.

«Mostrami tu, Amore dell'anima mia, dove pascoli; dove Ti riposi sul meriggio; affinché non mi smarrisca dietro i greggi dei Tuoi avversari».

Noi dobbiamo coraggiosamente superare qualsiasi interpretazione di sapore umano, posando subito queste parole divine su un piano soprannaturale, per mettere in piena luce una relazione d'amore, in cui l'Amante è Dio e la fanciulla amata è la Chiesa; in cui lo Sposo è Gesù e la Sposa è ancora la Chiesa , oppure Maria ed ogni anima santa.

Ora che il velo misterioso è stato un po' rimosso, analizziamo il Versetto.

Se è stato rimosso un velo, vuol dire che ci è stata fatta una rivelazione.

Vuol dire ch'io parlo con la mia fede alla vostra fede.

Sempre secondo il senso letterale della parola ispirata è la Chiesa che rivolge a GESÙ questa angosciosa domanda: "Dove sei, mentre mi trovo tanto afflitta, perseguitata e torturata nelle mie membra più delicate? Non vedi come sono disprezzata e costretta al silenzio sotto la furia devastatrice d'una dottrina, soffocatrice d'ogni affetto e dignità, distruggitrice d'ogni senso religioso, devastatrice d'intere Nazioni?

Dove sei fuggito?

Dimmi almeno dove posso trovarTi.

Perché, dopo avermi tanto amata, m'hai abbandonata in balia dei tuoi avversari più crudeli, mentre essi vantano l'iniquo trionfo dell'odio come una vittoria della giustizia ed un presupposto necessario alla vera pace nel mondo? Quando mi scioglierai da queste catene e da questa obbrobriosa oppressione?

 

San Giovanni della Croce, con il suo mistico commento al Cantico, ci aiuti ora a salire sulle cime più elevate della vita spirituale.

Dice il Santo Dottore:

Ah! dove Ti celasti.

Me in gemiti lasciando, o mio Diletto?

Come cervo n'andasti.

Piegata io mi trovai.

Eri gito e invan gridai.

Chi è che geme in questa strofa sublime, se non la tua Chiesa?

E in essa, non è forse la mia anima assetata di verità e di amore, che Ti cerca con ansia, disposta a tutto perdere, pur di possedere solo Te, o GESÙ? E a chi rivolgere la mia preghiera se non a Te, o Padre? Poiché a Te, ch'io chiedo dove Ti pasci e dove Ti riposi sul mezzogiorno.

Come se ti chiedessi di mostrarmi, nell'umilissimo raccoglimento di questa Notte, quasi l'essenza del Tuo Verbo, che in Te riposa e in cui Tu stesso, con infinito diletto, Ti riposi e pasci, riversando in Lui, sin dal mezzodì dell'eternità la Tua Maestà, le Tue perfezioni.

Ah! dove Ti celasti?

Dove, dunque, posso trovarTi?

[…]

 

 

Don Luigi Bosio, Notte Natalizia 1956, «Cittadella Cristiana», Gennaio 1957, Anno VIII, N. 80.