Don Luigi Bosio
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Pascha nostrum 1958

 

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Pascha nostrum 1958

 

Commento alla I Lettera ai Corinti 12,12.13.26.27.

 

Sicut enim corpus unum est, omnia autem membra corporis cum sint multa, unum tamen corpus sunt, ita et Christus.

Etenim in uno Spiritu omnes nos in unum corpus baptizati sumus, sive Judaei, sive Gentiles, sive servi, sive liberi; et omnes in uno Spiritu potati sumus.

Et si quid patitur unum membrum, compatiuntur omnia membra; sive gloriatur unum membrum, congaudent omnia membra.

Vos autem estis corpus Christi, et membra de membro.

 

Come uno è il corpo, anche se le membra del corpo sono molte, così anche Cristo.

Imperocché in un solo Spirito siamo stati battezzati tutti noi per essere un solo corpo, o Giudei o Gentili, o servi o liberi; e tutti siamo stati abbeverati d'un solo Spirito.

E se un membro patisce, patiscono insieme tutte le membra; e se un membro gode, godono insieme tutte le membra.

Ora voi siete il corpo di Cristo, e membra unite a membra.

 

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La Pasqua è la massima solennità dell'anno liturgico, perché raccoglie in sè tutti i misteri della vita di Gesù.

Questo mistero pasquale, o questa Pasqua, nella realtà mistica e nell'efficacia della celebrazione liturgica applica ai fedeli tutti i meriti, scaturiti copiosamente dalle fonti del Salvatore Crocifisso; li fa partecipi del trionfo della sua  Risurrezione, e fa rivivere in essi i suoi stessi ideali di perfezione, con l'unico fine della gloria del Padre Celeste.

Oggi specialmente dovete possedere questo "sentire di Cristo".

Ancor più l'avrete provato, trasalendone di gaudio, nella beatissima Notte, trascorsa vegliando amorosamente nell'attesa della vittoria sulla morte.

La liturgia è una coppa d'oro, traboccante di grazia e di santità.

È l'azione, la vita stessa del Capo divino nelle membra, che sono a Lui unite nel mistico Corpo della Chiesa.

Intendete tutto questo?

Fino a quando dovrebbero rimanere nascosti, forse trascurati questi tesori?

Quando si rivelerà il vero volto della Comunità Cristiana, assorta nella contemplazione delle cose eterne, nella bellezza dei sacri Riti, rapita dall'entusiasmo e dalla gloria della purissima melodia gregoriana?

Una Comunità cristiana, della quale l'Apostolo possa dire: VOI SIETE IL CORPO DI CRISTO?

 

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Voi siete il corpo di Cristo.

Siete voi il corpo di Cristo.

Membro unito a membro in maniera così ordinata e compatta che nessuno, in questo perfettissimo e delicatissimo Corpo, può compiere la più alta azione, fosse anche un segreto pensiero della mente od un palpito del cuore, senza che tutto il corpo immediatamente lo avverta.

"Se un membro patisce, patiscono con lui tutte le membra; e se un membro gode, godono con lui tutte le membra".

Nella vita cristiana, tutto è di tutti; diversamente sarebbe una vita cristiana ferita e mutilata, inoperosa ed infruttuosa, vuota di significato ed incapace di produrre un qualsiasi frutto spirituale.

Vi sarebbe un Corpo mistico, diviso, infermo ed informe; un Gesù, lacerato nelle Sue membra.

Poiché la vita cristiana è vita in Cristo e di Cristo.

Voi siete un corpo solo con Lui, senza distinzione alcuna, se non quella che proviene dalla maggiore o minore adesione al Corpo e al Capo mediante la carità.

Tutti battezzati, immersi cioè nel suo Spirito; tutti abbeverati, dissetati ed inebriati di questo solo Spirito.

 

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Ai nostri giorni si parla molto d'una "funzione sociale" della proprietà.

I termini sono ormai noti a tutti. Travisati e traditi i principi naturali d'una legittima proprietà entro determinati limiti di giustizia, si può arrivare al pervertimento delle coscienze, all'oppressione dei poveri, alla devastazione delle anime e al massacro d'intere nazioni.

Nella dottrina cristiana e per una santa assemblea di fedeli, riuniti, come lo siete voi, in preghiera e nella letizia della grazia pasquale, è più esatto e più bello, più semplice e più sicuro parlare di una "funzione sociale" dei sacramenti, come d'ogni atto, compiuto nell'esercizio della sacra liturgia.

S'apre, davanti a voi, un orizzonte sconfinato, che abbraccia e santifica ogni creatura, ogni tempo ed ogni spazio.

"La Chiesa, Corpo Mistico di Gesù Cristo, abituata a veder tutto nell'ampiezza universale del piano della Redenzione, entra senza sforzo nelle più vaste prospettive della prosperità mondiale.

Tutti i suoi dogmi presentano delle ripercussioni sociali. Il dogma dei sacramenti in particolare, ci mette in presenza dei mezzi più potenti di sviluppo e di coesione del Corpo mistico di Cristo".

 

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Nell'ordine sacramentale Gesù è sempre presente in mezzo a noi.

Che cos'è quest'ordine sacramentale?

È un ordine misterioso e divino, in virtù del quale l'universo intero, non è soltanto l'effetto perfettissimo d'una sapientissima Creazione, ma, e questa è realtà ancor più meravigliosa, ogni creatura, specialmente dotata di ragione, si muove in Dio, ed opera, agisce quasi come Dio stesso, se rimane unita a Gesù nella grazia, che le viene comunicata attraverso i Sacramenti. Per questo principio dogmatico, chiarissimo e semplice nella luce della fede, ogni Sacramento non agisce soltanto su chi lo riceve, ma su tutta la Chiesa, su tutta l'umanità, sull'intero universo.

"TUTTO È VOSTRO, SE VOI SIETE DI CRISTO".

 

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Uno ad uno scrutiamo, nella luce della rivelazione, i sette princìpi divini, dai quali deriva la vera riforma sociale, tanto auspicata. È uno sguardo, pieno di fede, sulla natura e sull'efficacia dei singoli Sacramenti.

Il Battesimo è il Sacramento, che fa entrare nella comunità cristiana, mediante l'incorporazione a Gesù Cristo e alla Sua Chiesa. Con esso, il battezzato riceve Dio per Padre, la Chiesa per Madre, e tutti gli uomini gli diventano fratelli in Gesù Cristo.

La Cresima è il Sacramento della virilità cristiana; dell'apostolato, del coraggio, dell'eroismo e del martirio. Chi l'ha ricevuto, rimane rivestito dell'armatura di Dio. Nel combattimento spirituale adopererà le armi di Dio, e non combatterà per difendere soltanto se stesso, ma per tutta la cristianità, morendo, se è necessario per essa.

Il Matrimonio è il Sacramento che trasforma e trasfigura gli sposi in Cristo e nella Chiesa, in generatori di Santi. Dai focolari cristiani la Chiesa attende i fiori più graziosi e i frutti più dolci della sua casta maternità, la patria i suoi cittadini e servitori più fedeli.

L'Eucarestia è, per eccellenza, il Sacramento dell'unità. "Lo è - come dice il Dottore Angelico - perché contiene Colui, nel quale la Chiesa si unisce e si consolida. Tutti siamo una sola famiglia, quanti ci nutriamo di quest'unico Pane".

"Un solo pane, un solo Corpo".

La preghiera liturgica sacerdotale prima della Comunione dice: "O Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi Apostoli, vi lascio la pace, vi dono la mia pace, non guardare i miei peccati, ma la fede della tua Chiesa; degnati, nella tua volontà, di pacificarla e riunirla…". Questo è dunque il primo effetto dell'Eucarestia: la pace e l'unione della Chiesa.

Nelle altre due orazioni si manifesterà un carattere di pietà maggiormente personale.

La Confessione è il Sacramento del perdono. Ad ogni peccatore, che si converte, ad ogni giusto che si eleva a santità maggiore, tutto il corpo mistico riceve grazie di risurrezione e di santificazione.

Voi dovete sapere quale elemento disgregatore è il peccato, e quali ferite apre nel Corpo Mistico!

Nella Confessione, queste ferite vengono rimarginate al punto di diventare segni di gloria.

I peccatori convertiti formano le cicatrici gloriose della Chiesa.

Tutta la Chiesa esulta per un peccatore che ritorna a penitenza.

Il Sacramento dell'Ordine crea i dispensatori dei misteri di Dio.

Il Sacerdote, nella liturgia, agisce nella persona di Gesù, "Alter Christus", e a nome di tutta la Chiesa. È il mediatore tra Dio e gli uomini. Gli sia affidata una parrocchia minuscola od una parrocchia vastissima, non si tratta di limitare o allargare l'azione del suo sacro Ministero perché ogni parrocchia ha le dimensioni di Cristo e della Chiesa.

Anche una sola anima ha queste dimensioni!

Il Sacerdote, altro Cristo, è Gesù disteso continuamente sul Legno della Croce, con le braccia ed il Cuore aperti, nell'atto di ricongiungere a Dio tutti gli uomini.

L'Estrema Unzione è l'ultimo divino ritocco al membro del Corpo Mistico, prima della partenza e dell'incontro definitivo con Gesù. Tutta la Chiesa si raccoglie al capezzale dell'agonizzante per sentire risuonare la promessa della risurrezione: "Chi crede in Me, anche se muore, vivrà".

È un figlio, che pone termine al suo esilio e ritorna alla Patria.

È la Chiesa militante, che fiorisce in Chiesa trionfante, nell'unità del Cristo totale.

 

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In questa generosa trasfusione di grazia e di santità, di sangue e di merito dal Capo nel Corpo, la Chiesa attinge copiosamente alle membra più doloranti e più silenziose della sua struttura mistica; come a quelle membra, che sono maggiormente inserite e nascoste nelle ferite del Divino Crocifisso, e che portano queste ferite, queste stigmate nel loro corpo, nel loro cuore e nella loro anima. Sono le membra predilette, cui essa rivolge le cure più delicate e le attenzioni più riconoscenti della sua materna tenerezza.

Membra che sembrano smorte; vite apparentemente inutili, mentre, al dire dell'Apostolo «sono piene di vita; non uccise anche se oppresse; quasi tristi, e pur sempre liete; come prive di tutto, mentre tutto possiedono e capaci di arricchire molti»  (2 Cor. 6.8.10.).

Trattenendo a stento le lagrime, io vi invito in questo momento a pensare alle condizioni disumane, in cui sono costretti a vivere i fratelli carissimi nelle desolate regioni della Chiesa del silenzio!

Poi allargate lo sguardo pietoso su tutta l'immensa moltitudine di infermi, di derelitti, di afflitti nell'anima e nel corpo, che gemono in ogni angolo della terra!

A tutti ci rivolgiamo con la stessa parola di conforto e di incoraggiamento, pronunciata dal S. Padre con accenti di somma compassione davanti ad una folla di ammalati, convenuti a Roma da tutta l'Italia, nel Settembre dello scorso anno.

Ripetendo quell'angusta parola, vorremmo trovarci specialmente accanto al letto di tutti gli ammalati e sofferenti nella nostra diletta Comunità.

Vicino a quel letto, a quella "chiesina bianca" come la chiamava Bernardetta di Lourdes, in cui si va consumando il loro olocausto; forse in una povera stanza, dove entra avaramente un raggio di sole; vere fucine di salvezza per l'umanità; di edificazione, di apostolato e di santità per la Chiesa.

Dice il Santo Padre: Diletti figli e figlie, agli occhi del mondo voi apparite come soli […]. Voi non siete inutili, diletti figli e figlie. Quando i sofferenti pregano, fanno quasi violenza al cielo, costringono, per così dire, il Cuore di Gesù ad esaudire le loro richieste. E scendono le grazie sul mondo, torna la luce, torna l'amore, rinasce la vita.

 

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Possiamo ora ripetere, concludendo, le parole dell'Apostolo, sfolgoranti di luce, lode magnifica a Gesù, Capo della Chiesa? Sublime promessa di sommo onore e di suprema glorificazione per il suo Mistico Corpo?

Come uno è il corpo, anche se le membra sono molte, così anche Cristo. Imperocché in uno Spirito siamo stati battezzati tutti noi per essere un solo corpo; e tutti siamo stati inebriati nella dolcezza divina d'un solo Spirito.

E se un membro patisce, patiscono insieme tutte le membra; e se un membro gode, godono insieme tutte le membra.

VOI SIETE IL CORPO DI CRISTO.

 

 

Don Luigi Bosio, Pascha nostrum 1958, «Cittadella Cristiana», Aprile 1958, Anno IX, N. 95.