Don Luigi Bosio
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Pascha nostrum 1960

 

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Pascha nostrum 1960

So che la mia parola non arriva al vostro cuore, se non è la Sua Parola. Una parola umana tocca soltanto l'udito; la Sua, penetra nelle ossa, scende nell'anima.

Io sono debolissimo.

Un nulla!

Soltanto così, scorre libera la virtù di Dio, e risuona altissima la sua voce.

Tocca con il fuoco dell'Altare celeste le mie labbra, o Signore.

Rivela Tu alla carità dei fedeli qui presenti, il mistero della Tua risurrezione.

Tu, innocentissima Vittima, abbattuta dal turbine del peccato.

Il peccato!

Cos'è il peccato?

È possibile peccare?

Ferire il corpo, oscurare la mente, assaporare il veleno, macchiare l'anima? La mia vita è tutta un orizzonte di sole e di santità.

Dico della mia vocazione e della mia grazia sacerdotale.

E la vita cristiana non è il germe stesso della vita sacerdotale?

Re, Sacerdoti siete!

Santi dovete essere!

 

*     *     *

 

Oggi è il "Giorno di Dio".

Tutti gli altri giorni non sono forse di Dio?

Nell'attesa di questo giorno, tutti gli altri non sono che una lunga notte.

Giorni vecchi, consunti, sostituiti da questo Giorno nuovissimo.

Oggi è la festa di Dio.

Tutte le altre feste non sono forse di Dio?

Tutto il resto è vigilia.

La Pasqua è giorno eterno e festa eterna.

Fremendo di gioia, avete dunque rovesciata la pesante pietra, che stava davanti al sepolcro?

Avete seppellito il cadavere d'una vita fredda ed inerte?

Avete salutato da lontano questa misera terra, puntando gli occhi lassù, alla ricerca delle cose celesti?

Rocce spaccate, e mense sontuose!

Acqua viva, pane vivo!

Chi beve, non avrà sete in eterno.

Chi mangia, avrà vita eterna.

 

*     *     *

 

Eccomi sul piede di guerra.

Un continuo assalto mi costringe alla difesa dei miei diritti sacerdotali e della vostra nobiltà cristiana.

"Pulsus, impulsus sum ut caderem"  (Ps. 11,13).

Mi si spinge dappertutto, per farmi cadere.

Che devo mendicare dal mondo?

Nulla!

Piuttosto in che cosa gli posso essere utile?

Vi riassumo due lettere dell'Ecc.mo Card. di Genova ai suoi sacerdoti. Che può giovare a voi questo insegnamento, se riservato ai sacerdoti?

Non sono per voi, i Sacerdoti?

Che attendete da loro, se non preghiera e santità?

Per mezzo loro: Dio a voi, e voi a Dio.

Aiutateci ad essere sacerdoti, e non altro.

È tempo di veglia!

Camminiamo tutti su un campo minato.

 

*     *     *

 

Oggi si accusa la Chiesa - e fossero soltanto gli avversari per principio ad accusarla! - di stanchezza e di insufficienza a risolvere non so quali problemi, creati dall'ingordigia e dalla cupidigia dei beni e delle comodità terrene. Principali accuse sarebbero: […]

 

 

Don Luigi Bosio, Pascha nostrum 1960, «Cittadella Cristiana», Aprile 1960, Anno XI, N. 119.