Don Luigi Bosio
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Divina Liturgia

 

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Divina Liturgia

Io cammino sempre sulle nuvole: almeno sembra!

Che bisogno v'è di proporre insistentemente alle anime una dottrina così ardua?

Perché non scendere un po' al concreto, alla realtà quotidiana, alle esigenze comuni della vita?

Più esattamente si potrebbe chiedere: Che utilità v'è in tutto questo?

La vita cristiana è questa, o non lo è.

Una vita divina!

Se il Vangelo ha una sola parola in contrario, accusatemi.

Forse confido nelle mie forze?

Credi? Ami? Preghi? Questa è la materia d'obbligo per la scienza dei Santi. I più piccoli, i più grandi! I più stolti, i più sapienti! I più deboli, i più forti. Vedrete in che modo mirabile voi stessi mi parlerete di Liturgia: poche parole bastano a rivelare il senso di Crisrto e della Chiesa, che felicemente possedete.

Esse bastano quanto grossi volumi di teologia e interi trattati d'ascetica.

 

*     *     *

 

Ecco un breve catechismo liturgico con domande e risposte.

Conoscete lo stile!

 

1ª Domanda: Che concetto hai della Liturgia? Esprimiti con parole tue; riveleranno meglio il mistero di grazia, in cui è avvolta la tua anima.

 

Risposta:

La Liturgia è una disciplina celeste, appresa alla Scuola del Divino servizio. Conferisce un "regale sacerdozio", che compete soltanto all'Unico Sacerdote, che da Lui deriva.

 

2ª Domanda: Che stima hai della Liturgia? In particolare: Della Messa cantata domenicale?

 

Risposta:

È un servizio divino: degno, cioè, di Dio.

Inserisce persone e cose nell'eternità.

Impregna di linfa divina l'umanità e l'universo.

Le istanze sociali si dovrebbero alimentare a questa sorgente.

La mia stima particolare per la Messa cantata domenicale?

Si può ancor cantare Messa?

Comprendo, una volta di più, perché dev'essere tenuta saldamente legata all'ora mattutina.

Come la manna.

Chi affida le proprie sostanze ad un dilapidatore?

I propri segreti ad un errabondo?

Le proprie pene ad un gaudente?

Le sue confidenze ad uno scettico?

Come tutto dovrei sacrificare per l'acquisto d'una gemma così preziosa?

 

3ª Domanda: Canti volentieri?

 

Risposta:

Sì assai volentieri.

Un'ora di canto m'affatica meno di dieci minuti di predica.

Di canto gregoriano, s'intende.

Chi canta bene, prega due volte. E chi canta bene, quante volte predica?

La purissima melodia gregoriana viene dalle regioni più recondite dell'anima o del Cielo.

L'anima va forse soggetta alla stanchezza?

Così austero, così geloso quel canto!

Prima di aprirsi in confidenza, ti fa giurare in ginocchio di non tradirlo.

Se lo urti appena, ti mette alla porta.

Se ti lasci accarezzare, è il paradiso.

 

4ª Domanda: Perché non canti?

 

Risposta:

Non hai voce? Allora pazienza!

Non ti piace cantare? Forse sei senza cuore?

Non vuoi cantare? Qui sì devo gettar le armi.

Non sai cantare? Vieni con un po' di impegno alla scuola di canto.

Non ho per te né oro né argento.

Ho infinitamente di più.

Sulla bocca il scaro canto è argento fuso. Si parla di voci argentine.

Nel cuore è oro colato.

Se tu provassi!

Temi forse di rimetterci la libertà? Fatto schiavo di chi?

Spezza le catene, scuoti i pesi, finalmente.

 

5ª Domanda: La Liturgia t'impone dei sacrifici?

 

Risposta:

Sì: parte dalle cose minime ed arriva all'olocausto della vita.

O meglio: Per non ingannarti, chiede tutto subito, e ti conduce all'apice della perfezione con la rinuncia a tutto, nella semplicità del cuore.

Allora scoprirai Dio nel granello di sabbia e nella stilla di rugiada, più che nella montagna e nel mare.

In un "Alleluia" e in un inchino del capo.

È il mistero degli occhi puri, che illuminano tutto il corpo.

 

6ª Domanda: Forse il mondo non ne impone?

 

Risposta:

Pensa alla Domenica, sepellita nell'aria viziata d'un cinema; nel costume d'una tuta, indossata senza una grave necessità.

Alla notte, sconvolta da veglie forzate.

Alla guerra spietata, che infierisce sulle nostre strade.

Alle brutture, imposte dalla moda.

Al cuore, maciullato dalla ferocia materialistica.

"Sunt lacrimae rerum"  (Virgilio).

"Omnis creatura ingemiscit"  (Rom. 8,22).

 

7ª Domanda: Quan'eri ai primi passi dell'istruzione elementare, hai mai pensato se potessi rimanere sempre nella prima Classe? Che diresti di chi si ostinasse a rimanervi?

Colloca la mia domanda sul piano liturgico e cerca una risposta, che possa essermi di sostegno nel sacro Ministero.

 

Risposta:

L'incredibile e impossibile in un'aula scolastica, diventa incredibilmente possibile nella Scuola di Dio!

I tratti più semplici della buona cortesia, obbligatori nella casa più umile, non si usano nella Reggia di Dio.

A vent'anni, quarant'anni e più non si sa rispondere ad un "Amen", là dove l'insegnamento assiduo è rivelazione divina, santità, apostolato, gioia.

Si vuol morire di fame accanto alla Mensa, di sete accanto alla Sorgente.

Gioventù in vecchiaia precoce.

Invece d'un infanzia felice, anche nell'età più veneranda, allorché il passo diventa vacillante, ma l'occhio, inebriato di luce, è fisso negli anni eterni.

 

*     *     *

 

Ora a voi.

 

1ª Domanda: Che concetto hai della Liturgia?

 

Risposta:

*  È una madre sorridente e silenziosa, pronta a dare la vita per i suoi figli (Comunione) e a sconfiggere la morte (Confessione).

*  È chiudere gli occhi alle cose di quaggiù, per riaprirli nelle braccia del Padre.

*  È una Scuola d'austera disciplina nella Casa della disciplina.

*  È l'annientamento di se stessi, perché viva in noi Gesù.

*  Il servizio divino d'una Comunità, riunita intorno ad un Sacerdote.

*  Un'antenna, che trasmette l'Ineffabile. Una presa diretta con il Cielo. Un vortice, che ci inabissa nel divino.

*  La cortesia di Dio, portata da Gesù sulla terra.

*  La presenza in tutte le cose di Colui, che disse: Io tutto rinnovo.

*  L'itinerario di Dio verso le creature, per ricondurle a Lui.

 

2ª Domanda: Che stima hai della Liturgia? In particolare: Della Messa cantata domenicale?

 

Risposta:

* È un riposo del cuore e dell'anima: un riposo attivo ed attento nel percepire il soffio più lieve dello Spirito, nel timore di peredere un qualche cosa d'inestimabile valore. Se ogni atto liturgico contiene Cristo, lasciarlo cadere invano è subire una perdita infinita.

*  La stima per la Messa cantata domenicale?

Sembra sognare!

*  La Messa cantata è il diritto della Domenica, come la Domenica è il diritto della Messa cantata.

* Costretti quasi a tacere per sei giorni, quale gioia rompere il divino silenzio nel sacramento del canto!

 

3ª Domanda: Canti volentieri?

 

Risposta:

*  Se il canto è il respiro dell'anima, come posso vivere senza cantare?

*  Il canto gregoriano è una melodia dolcissima nell'armonia liturgica.

* È il canto, che accarezza il cuore di Dio, che ha spezzato il cuore di Agostino, aprendone gli occhi in torrenti di lacrime, che gli facevano tanto bene.

*  Oserei dire, o Signore, che la tua Liturgia è uno scrigno d'oro, non aperto che dalla chiave del canto.

*  Cantar male è farsi male! È Dio, che reclama i suoi diritti d'amore.

 

5ª Domanda: La Liturgia esige da te dei sacrifici?

 

Risposta:

*  Che cosa sono i miei sacrifici di fronte al Suo?

In Lui: il peso è leggero; il giogo, soave.

*  Servire Dio è regnare!

 

6ª Domanda: Forse il mondo non impone dei sacrifici?

 

Risposta:

*  Molti. Ma è una sofferenza, che non sa d'eterno.

*  Dire "Mondo" è dire sacrificio.

*  Il Signore dia la forza alla mia debolezza.

 

7ª Domanda: Quan'eri ai primi passi dell'istruzione elementare, hai mai pensato se potessi rimanere sempre nella prima Classe?

 

Risposta:

*  Il profeta piangeva sui bambini, che chiedevano pane, senza trovare chi lo spezzasse a loro. Quali lagrime si dovrebbero versare, quando il pane abbonda e non si vuol nutrirsene?

 

Il Sacerdote è per noi la Liturgia più vicina, più visibile, più completa.

Se la Liturgia è l'unzione di un'anima, noi sappiamo che il Sacerdote è un altro Cristo.

La Liturgia è azione di Calvario in terra.

Riposo di risurrezione in Cielo.

 

 

Don Luigi Bosio, Divina Liturgia, «Cittadella Cristiana», Maggio 1960, Anno XI, N. 120.