Don Luigi Bosio
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Pascha nostrum 1961

 

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Pascha nostrum 1961

Siamo sepolti nella miniera.

Stiamo scavando molto a fondo.

Non è ancor tempo di risalire alla superficie.

Eccomi, carico di perle.

Ci vuole competenza, per giudicarne l'inestimabile valore.

Prismi lucentissimi, in cui si riflettono i cieli nuovi e la nuova terra.

«Aliquid magnum est cognoscere virtutem resurrectionis Christi!»

Che grande cosa, conoscere il mistero della risurrezione di Cristo!

Da sola, questa perla, vale tutte le altre.

«Mirabilior nostra resurrectio, quam illius».

Mirabile in Gesù; ancor più mirabile nel suo Corpo mistico.

Questo è il mio diritto a risorgere!

Non è risorto per sè, ma per me.

«Ecce ad quod geme».

Da Pasqua corri a Pentecoste, con la velocità dell'amore.

Con i gemiti della più tenera riconoscenza.

Lascia gemere in te lo Spirito.

«Suscipe Spiritum Dei; dilataberis, non angustiaberis».

Ricevi questo Spirito di Dio: che potrei ancora desiderare?

«Morere, ut vivas; sepelire, ut resurgas».

Ma tu devi morire, se vuoi vivere; devi essere sepolto, per risorgere.

«Sapuit, quod dixi».

Che parole, piene di arcano sapore.

«Multa habeo, et unum nondum apprehendi».

Lascia tutto, se vuoi possedere tutto.

Se vuoi possedere Lui solo, il Solo, l'Unico.

Il Verbo.

«Verbo vivere elegit».

Come Maria, sorella di Marta.

Vivi della sua parola.

No: vivi di Lui, che è il Verbo.

«Qualis erit vita de Verbo, sine verbo?»

Che vita sarà quella?

Vivere del Verbo?

Vivere nel Verbo?

In un silenzio infinito?

Nati, come Lui, dal Padre?

Soli con Lui nel Padre, e nello Spirito Santo?

Quando, o Signore?

«Mane adstabo tibi».

Domani sarò davanti a Te.

 

 

Don Luigi Bosio, Pascha nostrum 1961, «Cittadella Cristiana», Aprile 1961, Anno XII, N. 131.