Don Luigi Bosio
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Prima Comunione Fanciulli

 

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Prima Comunione Fanciulli

«Ecclesiae flores clarissimi»  (S. Zeno).

A voi, fanciulli carissimi, vaghissimi fiori della Chiesa, fulgido specchio della gloria e della santità di Gesù Risorto, le felicitazioni più vive ed affettuose del mio cuore sacerdotale.

Mi muoiono subito le parole sulle labbra. Nel concerto pasquale, voi siete la melodia più pura.

Ascoltiamo!

La liturgia è contemplazione ed estasi.

Ancora una volta, soltanto il silenzio può rendere ad essa l'onore dovuto.

«Cultus justitiae silentium»  (Is. 32,17).

Nel silenzio, il riposo.

Con voi, e per voi, eccoci alla Fonte: non è solo acqua quella che zampilla; ma latte e miele, vino e sangue.

Gli assetati vengano!

Con un senso di profonda venerazione, lasciate la precedenza ai carissimi fanciulli. Intorno alla Fonte, disponiamoci così: come intorno al Fuoco, nella Notte beatissima; oppure a mensa, a Cena con il Signore.

L'acqua, il pane, il sangue, il fuoco sono un unico mistero.

La parola, che risuona oggi ripetutamente nella S. Messa, ha molti secoli!

Ancor più, Colui che l'ha pronunciata.

Chi parla?

A chi parla?

Il Verbo, che parla a Se stesso!

Ai suoi discepoli, alla sua Chiesa.

«Modicum et non videbitis Me, et iterum modicum ed videbitis Me, quia vado ad Patrem»  (Jo. XVI).

Cos'è questo "Poco", o Gesù?

Un granello di sabbia, vicino alla montagna?

Una goccia d'acqua, vicino al mare?

No! Tu non paragoni le cose alle cose, le creature alle creature, ma il tempo all'eterno, lo spazio all'infinito.

Hai voluto dire, che il tempo è poco, breve, nulla: un continuo venir meno.

Domani la morte; anche se tardasse mille anni.

No! Domani la vita eterna.

L'intero mondo è nulla.

No! Anche il mondo è meraviglioso nella Tua luce e nella Tua sapienza.

Carissimi fanciulli: Tutto è poco; tutto è niente!

Anche voi siete tanto piccoli.

Ma voi ingigantite, nutrendovi di questo Cibo.

E camminerete…!

Fino al Padre!

Giganti di santità!

Tutto lasciate, e dimenticate; poiché tutto è poco e nulla.

Venite con Me al Padre.

Ora il "modicum" è scomparso; la creatura nel Creatore; il figlio nel Padre.

O bonae Matris caritas pura!  (S. Zeno).

O carità pura della piissima Madre!

Voi siete la Primavera della Chiesa.

Bevete a piena gola; nutritevi di questo Pane: al giungere dell'Estate sarete colmi e lieti di messe; in Autunno, grappoli turgidi di vino, calici traboccanti, ferventi di calore nello Spirito Santo. Iddio Padre Onnipotente vorrà concedere, che questo calore mai si raffreddi in alcuno di voi.

Da Zeno ad Agostino.

Commento al Salmo LI: «Costruire è grande fatica. Distruggere, un ignorante qualsiasi è capace di farlo. Seminare il frumento, coltivare la terra, aspettarne pazientemente i frutti, godere nel frutto delle proprie fatiche, è di pochi; basta una scintilla a distruggere un intero raccolto. O grande onore, o grandi doveri della paternità e della maternità, nell'accettare i figli e nutrirli, educarli e farli crescere! In un istante, da uno sconosciuto qualsiasi, la creatura del vostro amore e delle vostre speranze, potrebbe essere uccisa. Poiché è assai facile distruggere».

È tempo di riflessione.

Ecco i capolavori della Redenzione, le gemme della Chiesa.

Re, sacerdoti e santi!

In un istante tutto potrebbe andare distrutto!

Un paradiso, ridotto ad un cumulo di rovine.

Forse irreparabilmente.

Ritorniamo alla visione liturgica.

Al mistero, che ci avvolge nella sua luce di preghiere e di canti dolcissimi.

Nel mistero, GESÙ continuamente nasce e cresce fino alla perfezione.

Nel suo Corpo delicatissimo, questi i fiori più belli, le speranze più vive, le gioie più sante.

 

 

Don Luigi Bosio, Prima Comunione Fanciulli. 13 Maggio 1962, «Cittadella Cristiana», Maggio 1962, Anno XIII, N. 144.