Don Luigi Bosio
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Corpus Domini. All’Adorazione ...

 

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Corpus Domini. All’Adorazione Eucaristica vespertina

Ho un grande desiderio di parlarvi della Divina Eucarestia.

«Sicut novellae olivarum, Ecclesiae filii sint in circuitu Mensae Domini».

Non vorrei essere capace d'altro, che di parlare della Divina Eucarestia.

L'amore degli amori.

La sorgente, il vertice e la somma di tutti i Sacramenti.

Il cuore della Chiesa.

Il Paradiso in terra.

Nutrimento di fior di farina, impastato con miele.

 

*     *     *

 

In onore della Divina Eucarestia abbiamo celebrato questa mattina il mistero, che la rinnova; abbiamo portato in Processione e in benedizione a tutta la Comunità l'Augustissimo Sacramento.

In questo ritorno vespertino «in circuitu Mensae Domini», siamo in adorazione e in ascolto del suo Silenzio: meglio di ogni Processione questa cornice di raccoglimento e quest'oasi di Silenzio, anche se volentieri di buon mattino abbiamo compiuto la nostra devotissima Processione Eucaristica.

Il Tesoro è così grande, da temere giustamente di non vederlo compreso e stimato, muovendoci per le vie di un mondo così inquieto e dissipato, così insensibile alle cose sante.

Le cose sante ai santi.

Io credo a questa Processione Eucaristica per quello che ancora comporta ed esige di preghiera e di penitenza. Sarà, però, opportuno tener presente che la vita cristiana si regge sulla preghiera e sulla penitenza non sulle Processioni: a meno che le Processioni non si reggano sulla penitenza e sulla preghiera. A questo titolo si conservino; altrimenti sarà meglio lasciarle cadere.

«È la Croce che dà l'equilibrio soprannaturale».

Meglio, dunque, ritrovarci qui, stretti intorno all'Altare, in adorazione e silenzio: in udienza e contemplazione del suo Silenzio.

«In silenzio andiamo incontro al Silenzio».

Qui, sul Monte delle Beatitudini;

sopra una montagna di beatitudine.

Qui il silenzio raggiunge una tale pienezza da confondere il palpito stesso del Cuore di Gesù nel nostro.

È il momento più fecondo per la santità e l'apostolato: il momento delle più fervide intercessioni e delle più universali sollecitudini.

Beata povertà di spirito! Capace di accogliere e custodire quest'infinita ricchezza.

Beati i puri di cuore: perché Qui vedranno Dio.

Beati gli affamati di santità, perché Qui saranno saziati.

 

*     *     *

 

L'essenza del mio Sacerdozio è questa: se presso l'Eucarestia risplende al sommo la mia povertà, la mia purezza, la mia fame di santità.

Che altro volete da me?

Che cercate ancora da me?

 

*     *     *

 

Venite all'Eucarestia.

Al suo Sacrificio. È Lui che muore in me, ed io in Lui.

Al suo Sacramento. È Lui che vive in me, ed io in Lui.

Come sarà facile, più vasto e più bello venire all'Eucarestia, se voi sapete che vi comunicate nella «persona» della Chiesa e per tutta la Comunione dei Santi!

 

*     *     *

 

Ti adoro, o Divina Eucarestia: Sacramento della Verginità.

«Volti tutti anima, che la luce interiore circonda di un'aureola di immateriale splendore; volti di fiori offerti alle chiarezze dell'alba, volti divenuti preghiera sotto il velo immobile delle palpebre, volti indicibilmente giovani alla soglia dell'eternità, che s'apre; volti di risurrezione; volti che rivelano la bellezza di un'infanzia divina; volti che non sono più, se non il riflesso del Suo Volto».

Ti adoro, o Divina Eucarestioa; Sacramento della purezza e della giovinezza.

… L'Infinito non si esaurisce mai. Come potrebbe il Volto divino immobilizzarsi nei nostri cuori?

È sempre nuovo e sempre più splendente di bellezza e di gioventù. E ogni giorno con lieto stupore lo riconosciamo con tutta la freschezza di una scoperta e tutta la gioia di una natività, quasi non l'avessimo mai visto ancora.

Così gli occhi dell'anima conservano la limpidezza dell'infanzia; nel candore ha un viso su cui la divina novità dell'eterno cancella l'impronta del tempo.

La nostra giovinezza è davanti a noi; ci avviciniamo al nostro natale.

 

Ti adoro, o Divina Eucarestia: Sole e Vita, onore e gaudio del mio Sacerdozio.

 

*     *     *

 

Agostino carissimo, dammi un pensiero santo per concludere, tu che hai trovato un posto anche oggi nella liturgia orante.

 

«Ergo vivo propter Patrem.

Hoc exinanitio mea facit».

«Bisogna ch'io senta che la mia vita si spegne in Lui».

 

Bisogna che l'amore sia pronto a dar tutto senza nulla ricevere: solo in questa morte del cuore esso raggiunge tutta la sua verità, e al di là di questa morte esso risuscita in abissi eterni, e per questa morte esso acquista tutta la sua fecondità e tutta la sua potenza di redenzione.

È nel tuo annientamento che sei tutto del Padre e vivi solo per Lui.

Sarà nel mio annientamento ch'io sarò tutto tuo e vivrò solo per TE.

 

 

Don Luigi Bosio, Corpus Domini - 9 Giugno 1966. All'Adorazione Eucaristica vespertina, «Jerusalem Nova», Agosto - Settembre 1966, Anno XVII, N. 17 (178).