Don Luigi Bosio
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Prima Comunione Fanciulli

 

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Prima Comunione Fanciulli

Ad fontem vitae.

In uno dei mille torrenti, che portano al mare.

Il mare: il Mistero Eucaristico.

Torrente è l'Ufficio divino.

Uno dei mille ruscelli, dalle freschissime acque: i Responsori della terza settimana pasquale dopo l'ottava.

I Responsori?

Due cantori, che si danno risposta.

Due cori: il cielo e la terra.

Due voci: il tempo e l'eternità.

Un ritmo in accordo perfetto.

Una voce in un immenso silenzio.

Tutto cielo, tutto eternità.

 

*     *     *

 

Tre Responsori.

Una vera «Summa liturgica».

Non so perché il cuore mi suggerisca di tradurre così: «Una Somma di teologia liturgica».

Nessuna teologia, senza la liturgia.

La liturgia è tutta la teologia.

Non in tessitura scolastica; tanto meno in chiave di discussione.

Chi prega, vede.

La fede suppone, supera ed elimina ogni argomento.

In un'umiltà a prova di fuoco.

«Nel pozzo dell'umiltà », come direbbe Caterina da Siena.

Una teologia liturgica dei fedeli.

Una per il mio Ministero sacerdotale.

La terza: una teologia liturgica di Prima Comunione.

Conservo i tre responsori nell'ordine dell'Ufficio divino.

Vi accorgerete, che camminiamo sugli spalti dell'infinito.

Dall'Apocalisse alla Sapienza; dalla Sapienza al Cantico.

I tre libri più misticamente profondi di tutta la divina Scrittura.

 

Apoc. XXI, 18.  Ho visto la città di Gerusalemme, scendere dal cielo, rivestita d'oro puro, tempestata di pietre preziose.

Alleluia, Alleluia.

Il materiale delle sue mura è il diaspro, e la città oro puro, simile a terso cristallo.

 

Sap. XVIII, 24.  Sopra il diadema della fronte di Aronne era scolpita la maestà del Signore, mentre si compiva l'opera di Dio.

Alleluia, alleluia.

Nella sua veste talare portava tutto il mondo e le glorie dei padri erano scolpite sulla pietra in quattro linee.

 

Cant. IV, 10. II.  Tu che vieni dal Libano, quanto sei bella! Alleluia.

Il profumo delle tue vesti, più che tutti gli aromi: Alleluia, alleluia.

Miele stillano le tue labbra, miele e latte hai sulla tua lingua.

 

Quid evidentius? Quid adhuc exspectatis, ut vobis disputando exponamus, et non potius vobiscum admirando clamemus?   (Aug. in Ps. 79).

Che può servire tutto questo alla vostra istruzione?

Sembrerà d'essere nel regno dell'astratto.

Fuori della realtà quotidiana.

Quasi insensibili al moderno progresso della scienza e alle continue, crudeli esigenze della vita sociale.

Fuori della realtà...

Veramente: fuori delle realtà terrene.

Che può servire, dunque, tutto questo?

Quanto di meglio possiamo desiderare a gloria della Chiesa e ad onore della santa liturgia; cioè, ad onore del mio e del vostro sacerdozio, a stima e protezione di queste innocenti gemme sacerdotali.

 

*     *     *

 

Perché dovremmo fare violenza alla Legge e alla Parola del Signore?

Quello che in contemplazione è stato scritto, in contemplazione dev'essere ascoltato e vissuto.

Perché dovrei qui ripetere: fate questo, non fate quello?

Quali problemi agitare?

Quali programmi rilanciare?

 

*     *     *

 

Onore, dunque, alla Chiesa.

«Ho visto la città di Gerusalemme…».

Siete voi.

Unitas in Illo.

Onore al mio Ministero sacerdotale.

«Sopra il diadema della mia fronte...»

Non sapete, che devo occuparmi delle cose del Padre mio?

Che anche voi dovete dare un peso sempre relativo alle cose della terra?

Relativo alla brevità e alla preziosità inestimabile della vita, alla santità e alla eternità?

Tenete forte la corona in capo, questa corona sacerdotale, per impedire che rotoli miseramente a terra.

Quale diadema, quale maestà di Dio mi può risplendere in fronte, se lascio soffocare la mia pietà sacerdotale in mille cose estranee se non avverse, al mio sacro Ministero?

Onore a queste gemme sacerdotali.

«Voi, che venite dal Libano...»

Voi, che siete ammantati di candore...

Voi, che siete profumati come i fiori più belli dei giardini eterni...

Voi, che avete la bocca stillante latte e miele!...

Dite ai vostri genitori:

Grazie! perché la bellezza e il merito d'un giorno così ricco di santità e di gaudio spetta soprattutto a voi.

Proteggeteci!

Forse in noi è latente un germe di vocazione; germe che si potrà aprire, se la famiglia sarà per noi un seminario; se voi avrete per noi un cuore e delle premure sacerdotali.

 

  

Don Luigi Bosio, Prima Comunione Fanciulli. 7 Maggio1967, «Jerusalem Nova», Aprile - Maggio 1967, Anno XVIII, N. 19 (180).