Don Luigi Bosio
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Sui monti di Dio

 

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Sui monti di Dio

Ritorniamo alla nostra escursione sulle montagne.

Su quelle montagne di grazia, dove siamo saliti oggi di buon mattino con la Liturgia.

Sulla montagna di grazia, che è Maria Immacolata.

Su queste cime, con l'orizzonte vastissimo, che si apre davanti agli occhi estatici, potremo comprendere quello, che è chiamato «il mistero di Maria».

Un mistero di purezza; o il mistero della purezza.

La vita, il dono della vita ci apparirà in tutta la sua preziosità e divina bellezza.

Tutta la vita: nell'ordine naturale; anche nella sua somma delicatezza fisica;

nelle sue esigenze morali,

nella sua vocazione soprannaturale.

«Natura cuncta extollitur,

in Te vocata verticem

decoris omnis tangere»

 

*     *     *

 

Festa, dunque, o mistero di purezza.

Festa della santità, nella sua forma più pura e completa.

Cioè: in Maria.

La festa, come è stato detto, dell'Azione immobile.

Forse il concetto è difficile e l'espressione troppo concisa.

L'attenta vostra devozione vi farà scoprire cose meravigliose.

Non cose nuove, per quel gusto di novità e curiosità, che tormenta oggi il mondo, ma la dottrina più pura e genuina della Chiesa.

Cos'è questa festa dell'Azione immobile?

Cos'è questa Azione immobile?

Come dire: che ci si può muovere, rimanendo immobili:

Si può essere attivi, rimanendo fermi:

Si può predicare, rimanendo nel più assoluto silenzio:

Si può camminare ed essere in tutto il mondo, rimanendo nel più oscuro nascondimento.

È così!

E beato chi può comprendere.

Venite alla Scuola dell'Immacolata.

«È tanto pura la Madre di Dio, che l'Energia divina passa in Lei e si trasmette a noi senz'alcun ostacolo, senza la minima dispersione.

Come riceve, se ne riempie e lascia traboccare».

«In Lei, tutti i modi di attività inferiore e agitata, scompaiono nell'unica e luminosa funzione di attirare, ricevere e lasciar passare Dio».

La sua Maternità divina ha qui la sua ragione (o meglio la sua fonte) teologica più chiara: la più intuitiva per le anime semplici.

«Beati i puri di cuore, perché vedranno...»

Nel momento di attuare la sua Incarnazione, Dio ha dovuto anzitutto suscitare nel mondo una virtù capace di attirarLo fino a noi.

Aveva bisogno di una Madre?

Creò la Vergine Maria.

Così fece apparire sulla terra una purezza così grande, che, in questa trasparenza, Egli si concentrò fino ad apparire tra noi.

«Nel punto verginale dell'umanità».

«Ab aeterno ordinata sum»: dall'eternità ho conquistato il suo Cuore!

Pensate, che senza la mia Purezza, che Lo affascinasse, Egli mai sarebbe sceso, carne, in mezzo alla sua creazione?

Dio, dunque, per poter uscire da Sè, doveva anzitutto aprire davanti ai suoi passi un cammino di desiderio, spargere davanti a Sè un profumo di Bellezza.

Allora, mi ha fatto sorgere, nube luminosa, sull'abisso tra la terra e Lui, per venire in Me ed abitare tra voi.

Posta tra Dio e la terra, avvicino l'Uno all'altra, appassionatamente, finché in Me abbia luogo l'incontro, dove si consumeranno la generazione e la pienezza di Cristo, attraverso i secoli.

 

*     *     *

 

L'essere passivi (umili, puri) nella sua forma più alta e spoglia, è in definitiva l'attività per eccellenza. Le virtù e le situazioni dette comunemente passive e meno stimate dalla maggior parte degli uomini, sono o possono essere le più realmente attive, vale a dire le più efficaci in vista del Regno di Dio.

 

*   Che Nostro Signore faccia a ciascuno di noi un fermento di purezza.

Ci faccia talmente partecipi della purezza dell'Immacolata da poter veramente servire, nella nostra piccola parte, a rigenerare il mondo.

 

*  L'anima pura - è il suo privilegio naturale - si muove in seno a una immensa e superiore unità. A questo contatto, chi non vede che essa si unifica fino al midollo di se stessa?

 

*  L'anima pura, in definitiva, è quella che, superando la molteplice e disorganizzante attrazione delle cose, tempra la propria unità (vale a dire, matura la propria spiritualità) agli ardori della semplicità divina.

Ora capisco meglio perché la Chiesa abbia fissato il tesseramento dei membri dell'Azione Cattolica in questa festa dell'Immacolata, abbia voluto illuminarci sulla funzione stessa dell'Azione Cattolica, riportandola solennemente alla sua fonte, che è la santità.

Come vedete, il passo è brevissimo.

Da Dio, Creatore ed Immutabile, «Azione immobile eterna»

all'Azione immobile di Maria, cioè al suo apostolato attivissimo:

purezza assoluta, umiltà insondabile, Madre della Chiesa.

 

*     *     *

 

Ed è questa, per così dire, la specialità dell'Azione Cattolica:

«Una scuola di intensa vita cristiana, un'integrità cattolica di pensiero e di condotta.

Essa vuole e deve formare.

Quale timbro nel sentimento cristiano, quale vigore nell'esercizio della fedeltà, e specialmente quale ricchezza di vita spirituale dona ai suoi Soci!

Non tema l'Azione Cattolica di esagerare su questo punto!...

Non tema, perché tale è la sua legge.

Non tema, perché tale è la sua forza.

Se volete avere soci, molti e forti e fedeli e attivi, date loro il grande nutrimento di istruzione religiosa, grande abbondanza di Comunione con Cristo, nella preghiera sia personale che liturgica e nella pratica sacramentale, fonte di incomparabile energia e di felicità spirituale».  (Paolo VI - 20.3.1966).

 

 

Don Luigi Bosio, Sui monti di Dio. Durante l'orazione vespertina, delle ore 14.30, «Jerusalem Nova», Novembre - Dicembre 1967, Anno XVIII, N. 22 (183).